La Consultoria autogestita non va in vacanza

 

Per tutto il mese di agosto la Consultoria di via dei Transiti aprirà coi soliti orari.

 

Da settembre, invece, i nuovi orari saranno: 

il primo martedì del mese dalle 14.30 alle 18.30; 

tutti gli altri martedì dalle 16.00 alle 18.30.

 

Qui trovate il volantino da stampare e diffondere.


Alcuni necessari chiarimenti su OgO


 
Questo è il blog di Obiettiamo gli obiettori, una campagna politica contro gli obiettori di coscienza negli ospedali e nei consultori: non è, e non potrebbe essere, un servizio d’emergenza per chi teme una gravidanza indesiderata, servizio che dovrebbero invece garantire le strutture pubbliche.
Cerchiamo comunque di fornire informazioni di base su come muoversi e a chi rivolgersi per interrompere una gravidanza non voluta, perchè sappiamo che mancano assolutamente punti di riferimento validi, e queste informazioni si possono trovare qui o contattandoci in consultoria.
 
Invitiamo pertanto lettrici e lettori occasionali che dovessero ancora indignarsi di fronte a qualche nostra risposta tranchant, prima di postare invettive, a leggere il testo della campagna e in particolare queste righe:
Obiettiamo gli obiettori si inserisce in un percorso politico che ha al centro la nostra autodeterminazione in ogni ambito della vita e parte da alcuni punti fermi per un discorso in divenire e per la costruzione di riflessioni e pratiche autonome:
* rompere con l’assistenzialismo e la delega cercando, invece, di costruire reti sociali di donne che sostengano e legittimino l’autonomia dei percorsi femminili
* rompere le complicità femminili con il maschile, rompere con la seduzione e con l’alienazione del desiderio nel desiderare di essere desiderate, cioè nell’essere oggetti – e non soggetti – di desiderio
* affrontare la profonda contraddizione tra sessualità maschile e femminile, mettere al centro la materialità del corpo, agire per un recupero dei nostri corpi, per saperi e pratiche autonome dalle aspettative e dai modelli maschili
* rifiutare la replicazione del modello maschile, ma anche l’uso delle cosiddette "capacità femminili" che, dissimulando le relazioni autoritarie nel lavoro e nella politica, si rivelano funzionali alla riproduzione del controllo e delle relazioni gerarchiche
* individuare forme di resistenza femminista/lesbica collettiva e creare percorsi politici che rafforzino le esistenze individuali, nella prospettiva di passare dalla resistenza alla liberazione.

Le compagne della consultoria autogestita

Autofinanziamento per la Consultoria autogestita di Milano

 
venerdì 15 maggio 
c/o Villa vegan occupata  – via Litta Modignani 66, Milano
alle 19.00, presentazione di Gouixx – Opuscola femminista e lesbica sulla riduzione dei rischi (ma non solo…)
alle 20.30 cena vegan (10 euri)
prenotatevi entro la mattina di giovedì 14 maggio 
per raggiungere la Villa vegan occupata: bus  40-41-82 oppure FNM Affori (10 minuti a piedi)
vi aspettiamo!

Pillolissima 2009 – Un’iniziativa di donne a Roma lo scorso 14 febbraio

Con Pillolissima 2009 libertà e autodeterminazione!
Bliz di studentesse e precarie negli ospedali di Roma: alla ricerca della pillola del giorno dopo

La scorsa notte i più grandi ospedali di Roma sono stati oggetto di un blitz-inchiesta da parte di circa 50 studentesse (di alcune scuole di Roma e delle due università La Sapienza e Roma 3) e precarie. 
L’obiettivo è quello di tracciare una mappa di quegli ospedali in cui illegalmente si esercita l’obiezione di coscienza sulla contraccezione di emergenza. Verso le 22.00 piccoli gruppi di donne sono entrati contemporaneamente nelle sale dei pronto soccorso richiedendo la cosidetta "pillola del giorno dopo", che deve essere assunta entro le 72 ore dal rapporto sessuale ma la cui efficacia diminuisce col passare delle ore.

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Obiettore in ospedale a Genzano, fa aborti a pagamento in via Nettunense 228…

Le compagne dei Castelli romani hanno stanato un medico obiettore che faceva aborti privatamente, un altro caso di vizi private e pubbliche virtù!

Sentiamo il loro racconto al Martedì autogestito femminista e lesbico di Radio onda rossa.

Qui potete leggere il volantino e qui l’articolo del Messaggero.

Un applauso solidale alle compagne ‘castellane’ e un ringraziamento alle compagne del Martedì autogestito di ROR che ci hanno fornito la registrazione.

 

Tremate tremate, le streghe son tornate… e vi staneranno tutti! 

 

Anche a Parigi in piazza contro l’obiezione di coscienza, per i diritti sessuali e riproduttivi (e altro)

Mentre continua in Italia la saga degli obiettori contro la pillola del giorno dopo, scopriamo che neppure la Francia, considerata  emblema di laicità, è immune dal problema dell’obiezione di coscienza. Lo  dimostra la piattaforma della manifestazione ‘REMBALLE TON PAPE‘, che si terrà a  Parigi venerdì 12 settembre in occasione della visita di Ratzinger su invito di  Sarkozy. Il coordinamento di gruppi e collettivi femministi, lgt, libertari  ecc.,  che organizza il corteo ritiene  infatti che la visita papale sia inaccettabile in quanto "costituisce un  attacco contro i movimenti sociali per molteplici ragioni", fra cui:

Un attacco contro il diritto alla contraccezione e  all’aborto

Il catechismo della chiesa cattolica insiste: "il  piacere sessuale è moralmente disordinato quando è fine a se stesso, separato  dalla procreazione e dall’unione familiare".

Poiché la norma è che sessualità e riproduzione sono  intimamente legate, è innanzitutto contro il diritto all’aborto che si scaglia  la chiesa cattolica. Migliaia di donne muoiono ogni anno nei paesi in  cuil’aborto è illegale. Dove è legale, il diritto delle donne a disporre dei  propri corpi è attaccato senza sosta. In Francia, dove il 40% delle donne  abortisce una volta nella vita, i servizi ospedalieri che praticano l’aborto  sono sempre meno finanziati  acausa di un’attiva opera di lobbying da parte della chiesa cattolica.  Quest’ultima, inoltre, promuove la diffusione dell’obiezione di coscienza – inparticolare il diritto dei medici di rifiutarsi di praticare l’aborto – e  sostiene che si tratti di un dovere.

Qui potete leggere l’intera piattaforma tradotta in italiano 

Inchiesta sugli ospedali milanesi. Clinica Mangiagalli: un’“isola di civiltà”?

Quando lo scorso 14 febbraio in molte città italiane le femministe e le lesbiche scesero in piazza per contestare contro l’irruzione poliziesca nel Policlinico di Napoli in cerca di una donna accusata di “feticidio” (!!!!!), noi organizzammo un presidio non autorizzato contro l’abiezione di coscienza sotto la Clinica Mangiagalli.

Contestando la nostra scelta, una esponente della Rete 194Ragioni in una mail definì la Mangiagalli un’“isola di civiltà”, invitando le donne (e gli uomini) a partecipare al presidio autorizzato indetto in contemporanea dalla Rete in piazza S. Babila, non lontano dalla Prefettura, dove una delegazione sarebbe andata a consegnare una lettera al Prefetto. 

Certo, dal disastro di Seveso per anni la Mangiagalli era stata senza dubbio una clinica rispettosa dell’autodeterminazione delle donne, ma le cose col tempo erano molto cambiate. 

Così avevamo scelto quel luogo e quella modalità proprio perché ci sembrava assai significativo, sia per la ultraventennale presenza del Centro aiuto alla vita-Cav, superfinanziato da Regione e Comune, in un locale interno alla struttura ospedaliera (la cui presidente, Paola Bonzi si sarebbe, da lì a breve, candidata nella lista di Ferrara), sia per le posizioni assunte qualche settimana prima da Alessandra Kustermann (ginecologa, responsabile del Servizio diagnosi prenatale e del Soccorso violenze sessuali, nonché promotrice dello Sportello contro i maltrattamenti all’interno dell’ospedale stesso, nonché in tempi non sospetti sostenitrice dell’introduzione della RU486 e della necessità di un osservatorio sulla violenza contro le donne) a favore delle linee guida di Formigoni sugli aborti terapeutici – linee guida ‘partorite’ in quello stesso ospedale – sia per il cambio della guardia sulla 194 seguito alla morte di Pardi, primario non obiettore (ma paradossalmente favorevole alla presenza dei volontari antiabortisti in corsia, fatto su cui si scontrò anche con Kustermann), sia per infinite altre ragioni tra cui l’attivazione delle “culle per la vita”, moderna versione – videosorvegliata! – della “ruota degli esposti”.

Insomma, per stare lì sotto a contestare sia l’abiezione di coscienza che i giochi politici fatti sui corpi e le vite delle donne di ragioni ce n’erano a iosa, e ancora oggi ce ne sono per pubblicare una scheda informativa su questo ospedale che con le “isole di civiltà” ci pare avere ben poco a che spartire, come ci conferma anche la reazione di Kustermann alla sentenza con cui il Tar Lombardo ha rigettato le linee guida formigoniane.


Il mistero del ministero scomparso…

Il dicastero della sanità, o della salute, non esiste più, ma l’accorpamento welfare-salute-famiglia è parte di un progetto che fa riferimento all’esperienza della sanità lombarda dove, dalla fine degli anni ’90, la sanità non è più prevenzione e cura ma solo cura, quindi la salute è diventata una merce qualsiasi; infatti in Lombardia non esiste più distinzione tra pubblico e privato, come dimostrano tutti gli accreditamenti indistinti delle strutture private. 
Ciò è stato reso possibile prima dall’operazione di "aziendalizzazione", e poi dal tipo di finanziamento della spesa passata dal tipo capitario (pro capite) a quella dei D.R.G. (Diagnoses Related Groups) ovvero a prestazione  – cioè ogni intervento sanitario ha un prezzo!
Quest’ultimo ha fatto impennare la spesa sanitaria. 
Va da sé che tutte le altre regioni più o meno si sono adeguate al modello formigoniano.
Due elementi hanno minato il diritto alla salute, garantito dall’art. 32 della Costituzione che in materia sanitaria prevede diritti e prestazioni uguali su tutto il territorio nazionale. 
Il primo è la riforma del titolo V, o "devolution", che demanda alle regioni l’esclusiva competenza in materia sanitaria: il rischio è quello di avere 21 sistemi sanitari differenti quante sono le regioni. Ma non si sanno a tutt’oggi i livelli essenziali d’assistenza (l.e.a.) che dovrebbero essere universali. Volgarmente questa riforma viene chiamata "regionalizzazione".
Il secondo elemento importante è l’aziendalizzazione delle strutture sanitarie che hanno reso la salute fonte di profitto, come dimostrano gli scandali rilevati  – soprattutto in Lombardia – dalla Guardia di finanza nelle strutture private, di cui qui ne diamo un piccolo assaggio.
Altro elemento importante è che in tutte le finanziarie varate dai governi sia di centro-sinistra che di centro-destra vi è l’abbattimento della spesa pubblica. Questo  non permette le assunzioni nelle strutture sanitarie pubbliche in quanto devono contenere i costi. 
E’ vero che la sanità pubblica numericamente è maggioritaria, ma ciò non vale per le prestazioni dove il privato ha superato di gran lunga il pubblico.
Con la devolution il governatore della Lombardia – regione-modello per le altre – rivendica a sé il potere di rimodulare le prestazioni attraverso leggi regionali che confliggono con la legislazione nazionale, che resta comunque il quadro di riferimento normativo come dimostra anche la sentenza del Tar lombardo che rigetta le linee guida emanate da Formigoni in materia di aborti terapeutici.
Tra l’altro è curioso rilevare che nonostante la ‘scomparsa’ del ministero trovi dissensi oltre che nell’associazione dei medici dirigenti  anche nei due schieramenti politici, non cambia nulla.
E’ evidente che l’accorpamento della salute al welfare e alla famiglia prevede di fatto un dirottamento delle risorse soprattutto verso quest’ultima.
Ma chi è il referente ministeriale per la salute in Italia oggi?
Ferruccio Fazio, primario di medicina nucleare e radiologia al S. Raffele di Milano, cioè un uomo dello strapotente don Verzé
E la saga nazional-lombarda continua….

OgO alla due giorni femminista e lesbica di Bologna (14-15 giugno)

Si avvicina il nuovo appuntamento dei collettivi femministi e lesbici.

Il 14 e 15 giugno saremo in tante a Bologna per continuare il percorso cominciato con la manifestazione Contro la violenza maschile sulle donne del 24 novembre ’07 a Roma. 

Allo scorso incontro l’assemblea plenaria di Flat – Femministe e lesbiche ai tavoli – aveva assunto la campagna Obiettiamo gli obiettori a livello nazionale. E OgO sarò presente anche a questo nuovo appuntamento, come potete leggere nella mail di Maistat@zitt@ inviata in lista Sommosse.


 

Carissime compagne,


dopo la nostra scorsa email sulla due giorni bolognese abbiamo continuato a discutere fra noi le modalità con cui vorremmmo partecipare e, ragionando a partire dalle pratiche che abbiamo messo in campo, abbiamo pensato di portare il lavoro svolto fino ad ora dal nostro collettivo in tutti gli ambiti di discussione proposti dalle compagne di Bologna. 


Pensiamo, infatti, che i dibattiti e i relativi documenti scaturiti dai tavoli romani siano la base su cui fondare questo incontro bolognese, che dovrebbe permettere di scambiare le esperienze e le pratiche con cui nei singoli territori sono stati fatti propri e tradotti in azione i contenuti dello scorso incontro di Flat. 


Obiettiamo gli Obiettori è stata per noi espressione non solo di una ricerca e di un lavoro sul territorio, ma anche di un’analisi, insieme ad altre donne italiane e migranti, sulla discriminazione subita dalle donne che ricorrono all’IVG o all’aborto terapeutico. Allo stesso modo, il corso di autodifesa per donne che organizziamo annualmente a Milano individua il nodo del riconoscimento e del rifiuto della violenza verbale, fisica e psicologica attraverso un’azione collettiva autodeterminata.


Riteniamo che la campagna OgO e il corso di autodifesa per donne si inseriscano, quindi, in un dibattito complessivo sulle pratiche politiche e sulle proposte alternative non solo per individuare e combattere efficacemente la violenza e l’emarginazione imposte dal patriarcato ma soprattutto per elaborare e cercare di attuare quello che è il nostro punto di vista, il nostro immaginario, la nostra idea di vita.


In questo senso la riunione ‘a latere’ sulla campagna contro gli obiettori può servire come semplice passaggio di informazioni o momento di confronto organizzativo con chi vuole saperne di più, e su questo chiediamo alle  compagne interessate di pronunciarsi per stabilire insieme come organizzare questo spazio. 

D’altra parte porteremo la nostra esperienza di OgO e di autodifesa in tutti i tavoli a cui parteciperemo.


Ringraziamo le compagne bolognesi, in cui abbiamo grandissima fiducia, per quanto stanno facendo sul piano organizzativo sia per la due giorni che per la manifestazione


Contate pure sulla nostra disponibilità per qualsiasi aiuto pratico possa essere necessario durante le due giornate: del nostro collettivo saremo presenti almeno in 6.

Saluti a tutte


Collettivo Maistat@zitt@ – Milano

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Aborto: disassistenza programmata. Report della riunione milanese del 13 maggio

Dalla riunione che si è svolta martedì 13 maggio per la formazione di un comitato cittadino a sostegno della campagna Obiettiamo gli obiettori sono uscite molte idee, spunti di riflessione interessanti e anche qualche indicazione un po’ più pratica; purtroppo alcuni/e operatori e operatrici della sanità interessati/e non hanno potuto esserci, così come alcune delle associazioni di migranti. 


Leggi il report della riunione.  Continue reading “Aborto: disassistenza programmata. Report della riunione milanese del 13 maggio”