Fuori gli antiabortisti dagli ospedali! Sabato 11 aprile, presidio all’ospedale S. Anna di Como

Alcuni giorni fa le compagne del gruppo femminista e antispecista ‘Alle radici’ di Como ci hanno contattate per invitarci a partecipare, sabato 11 aprile,  ad un presidio contro la presenza degli antiabortisti del CAV all’ospedale S. Anna di Como.

Uno dei tanti ospedali con il 100% di medici obiettori. 

Faremo il possibile per non mancare!

 

Qui potete leggere il comunicato e qui scaricare la locandina.

 

 

3 Replies to “Fuori gli antiabortisti dagli ospedali! Sabato 11 aprile, presidio all’ospedale S. Anna di Como”

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  2. http://www.corrierecomo.it/…rticoli.cfm?ID=94264

    A Como scatta la guerra dell’aborto
    Tra oggi e sabato manifestazioni e contro-manifestazioni davanti all’ospedale Sant’Anna
    In città e a Cantù oltre dieci inetrruzioni di gravidanza alla settimana
    Veglie di preghiera e benedizione dei bambini abortiti da un lato. Cartelli e slogan in difesa dell’interruzione di gravidanza dall’altro. Si è scatenata una vera e propria guerra a Como sulle cosiddette gravidanze indesiderate, una questione che da sempre divide l’opinione pubblica internazionale e che ora, sul Lario, si è trasformata in una battaglia tra movimenti per la vita e gruppi che al contrario proclamano la libertà di scelta delle donne.
    Ieri mattina, una quindicina di volontari del Centro aiuto alla vita (Cav) di Besana Brianza (Milano) si è radunata davanti all’ospedale Sant’Antonio Abate di Cantù, proprio nel giorno in cui vengono effettuati gli interventi di interruzione volontaria di gravidanza (Ivg). I manifestanti hanno pregato e recitato il rosario distribuendo ai passanti volantini di sensibilizzazione contro l’aborto. Questa mattina, la veglia di meditazione e preghiera sarà ripetuta davanti all’ospedale Sant’Anna di Camerlata.
    Sabato prossimo invece sarà la volta di una contro-manifestazione, promossa dal Progetto “Alle radici”, «in difesa dell’interruzione di gravidanza, per la libertà e l’autodeterminazione di ogni donna e contro ogni violenza e discriminazione dentro le mura degli ospedali».
    L’associazione attacca direttamente i movimenti in difesa della vita.
    «Fuori il Cav dagli ospedali», si legge sull’invito a partecipare alla manifestazione. «Il Sant’Anna di Como – dichiarano gli organizzatori – da anni permette l’accesso e le proteste a gruppi antiabortisti. Abbiamo deciso di organizzare un presidio per dare la nostra solidarietà ad ogni individuo femminile ridotto a corpo, prodotto, oggetto, riproduttrice».
    Opposto lo scopo della manifestazione del Cav di Besana Brianza, organizzato in collaborazione con altri movimenti per la vita della zona. «In occasione della Pasqua, festa della vita – spiega uno dei responsabili del sodalizio, Giorgio Celsi – abbiamo deciso di organizzare una veglia di preghiera davanti agli ospedali in riparazione al grave delitto dell’aborto e degli attentati contro la vita umana. Preghiamo anche per chi organizza manifestazioni quale quella di sabato, perché possano comprendere senso e gioia della vita».
    Dopo la tappa di ieri all’ospedale di Cantù, questa mattina i volontari si presenteranno alle 9 davanti all’ingresso principale del Sant’Anna.
    «Facciamo una veglia di preghiera e di testimonianza in difesa della vita – spiega Celsi – Celebriamo la via crucis meditata di Gesù nel grembo e recitiamo il rosario. Inoltre procediamo con la benedizione dei bimbi abortiti e diamo loro un nome. Vogliamo sensibilizzare l’opinione pubblica in difesa della vita, proponiamo di destinare i soldi che servono per finanziare le interruzioni di gravidanza alle famiglie che hanno bisogno. I bambini sono una risorsa e non un peso, sono il nostro futuro».
    La scorsa settimana, lo stesso Celsi era stato allontanato dal Sant’Anna, dove era impegnato in un volantinaggio. «Ho agito nel pieno rispetto della legge e al di fuori del perimetro ospedaliero – attacca il volontario del Cav – Anche per questo abbiamo promosso una nuova manifestazione. Interveniamo sempre nel rispetto delle normative e abbiamo quindi il diritto di essere presenti».
    Contro questa guerra che si è scatenata sull’interruzione di gravidanza interviene però Pietro Tettamanti, presidente del Cav di Como. «Prese di posizione di questo tipo, in un senso e nell’altro, non fanno bene a nessuno – dice il medico lariano – La vera violenza è uccidere i nascituri, impedire loro di venire al mondo. Dopo tanti anni non capisco come sia possibile non intendersi su questo concetto. È evidente a chiunque che la vita, per tutti, parte esattamente in un modo molto chiaro e preciso».
    A Como, il Cav è attivo da 30 anni. Nel 2008, sono state 137 le donne in attesa di un figlio che hanno chiesto aiuto, in particolare per problemi economici e per la paura di non riuscire a crescere e mantenere un bambino. «La contrapposizione, non porta da nessuna parte – attacca Tettamanti – un gruppo manifesta in un modo e uno in un altro, ma intanto chi ne fa le spese è il bambino che viene sacrificato».
    «Il lavoro da fare – continua il presidente del Cav – è testimoniare il valore della vita e soprattutto accogliere e accompagnare chi è in difficoltà. In tutti i casi, dobbiamo agire per il bene del nascituro».
    Da tempo, i responsabili del Cav di Como si battono per assicurare l’applicazione della legge 194 sull’interruzione di gravidanza. La normativa prevede che le donne che chiedono di effettuare l’intervento abbiano una corretta e completa informazione su tutte le possibilità di aiuto e di assistenza cui potrebbero accedere.
    «Spesso questo non avviene – conclude Pietro Tettamanti – Il nostro impegno invece va proprio in questa direzione. Nessuna donna deve trovarsi a scegliere l’aborto come strada obbligata. È assurdo che non si voglia riconoscere che il momento di inizio di ogni vita umana è chiarissimo ed è uguale per tutti e che il problema dunque è l’interruzione della vita in quanto tale, in qualsiasi momento. Il mondo invece va avanti grazie a chi difende la vita in quanto tale».

    Anna Campaniello

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