Parole di donne

carta e penna, scarabocchi, pensieri

Abbiamo da qualche giorno inaugurato una nuova categoria Parole di donne in
cui raccoglieremo le testimonianze delle donne, magari non solo quelle
che riguardano i terribili giri dell’oca alla ricerca della pillola del
giorno dopo, o le continue umiliazioni da parte di medici obiettori che
pensano di poter gestire un potere sul corpo delle donne. Ci piacerebbe
leggere fra queste parole anche la presa di coscienza, la
determinazione nel non voler delegare le proprie scelte, le riflessioni
su come scardinare un potere che si e’ fatto capillare e insinuoso e
che striscia fra le relazioni, sempre piu’ sotto la nostra pelle.

Se volete contribuire scrivete a no_obiettori@autistiche.org

Pillola del giorno dopo? Torni tra cinque giorni…

Procurarsi la pillola del giorno dopo nella profonda Brianza ciellina è un’impresa titanica.
Una giovane donna ci racconta la sua esperienza.

Buongiorno, ragazze! Sono una studentessa ventenne e vivo nella odiosa città di Lecco, un paesotto borghesuccio di 46000 abitanti che ha l’ardire di farsi chiamare città, la cui popolazione è principalmente composta da anziani, burocrati, piccoli industriali: un fortino di CL. 

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L’odissea del giorno dopo – da repubblica

Dopo il Corriere anche Repubblica pubblica un’inchiesta sull’odissea, o il gioco dell’oca, a cui e’ sottoposta una donna a Milano, che si trovi nella situazione di dover prendere la pillola del giorno dopo. Certo esistono altri contraccettivi, ed arrivare alla pillola del giorno dopo e’ gia’ un passaggio che implica alcune ‘disattenzioni’ ma ad ogni modo nessun medico puo’ rifiutare di prescrivere quello che e’ a tutti gli effetti un contraccettivo e non un abortivo. Per quel che riguarda la situazione lombarda e’ chiara l’impronta che Formigoni ha voluto costruire, speriamo non diventi il futuro ministro della sanita’.

Pubblichiamo quindi integralmente l’articolo di di Davide Carlucci, Zita Dazzi e Oriana Liso.

L’odissea negli ospedali
per la pillola del giorno dopo

Tempi lunghi e anche i no dei medici obiettori

È una caccia al tesoro. Ottenere una prescrizione per la "pillola
del giorno dopo" negli ospedali milanesi può trasformarsi in un
gioco dell’oca, fatto rimbalzando di ospedale in ospedale,
soprattutto se si abita nell’hinterland, come testimoniato da una
lettera pubblicata su Repubblica mercoledì. Una gara non
impossibile da vincere, ma nella quale bisogna avere molta pazienza
e una discreta dose di fortuna. Continue reading “L’odissea del giorno dopo – da repubblica”

Obiettori? No grazie

Pubblichiamo un articolo uscito su Micromega di Carlo Flamigni

La Legge 194 va cambiata, certo. Per esempio va abolita l’obiezione di coscienza che, nei fatti, impedisce alle donne di avvalersi di un diritto garantito loro dalla legge e, per di più, costituisce un rischio per la loro stessa salute. I reparti di ginecologia inizino almeno a non assumere più obiettori. E si rimetta al centro la donna.

Il pdf dell’articolo lo trovate qui 🙂 

OgO – report dell’assemblea pubblica a Milano

 

Milano, mercoledì 2 aprile 2008

L’assemblea, affollatissima di donne provenienti anche da altre città, si è aperta con un video del ’76: il colloquio tra una donna di Seveso intenzionata ad usufruire dell’aborto terapeutico e un ginecologo cattolico antiabortista. La legge 194 sarebbe stata approvata due anni più tardi ma, facendo un parallelo tra allora e oggi, si è evidenziato quanto poco-niente sia cambiato su ciò riguarda noi donne, i nostri corpi e gli ostacoli che ci troviamo ad affrontare quando intendiamo praticare il nostro diritto all’autodeterminazione.

Anche dopo l’entrata in vigore della 194 le difficoltà che le donne devono affrontare quando voglio interrompere una gravidanza sono enormi, anche perché questa legge nega l’autodeterminazione della donna, riconosce il diritto all’obiezione di coscienza e introduce i volontari nei consultori. Il problema è tanto più grave quanto più si tende a lasciare alla libera interpretazione di medici, politici ecc., l’attuazione della norma. 

L’assemblea è stata molto ricca e partecipata. Cerchiamo, qui, di darne una sintesi utile a chi in altre città intende far propria la campagna contro l’obiezione di coscienza sull’interruzione di gravidanza.

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Obiettiamo gli obiettori – Adesivi

Diffondi nella tua città la campagna Obiettiamo gli obiettori. Qui trovi i pdf per stampare gli adesivi con cui tappezzare ospedali, farmacie e consultori. 

Fai sapere agli obiettori che ci siamo. La tua citta’ sarà più bella (se puoi, mandaci pure le foto)! 

(L)ogo

 

Sostieni la campagna Obiettiamo Gli Obiettori,

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saltano le linee guida sulla 194

Formigoni e la sacra regione lombardia non si smentiscono mai:



da "Il Messaggero" 

Aborto, saltano le linee guida sulla 194:
opposizione al documento del ministero



ROMA
(26 marzo) – Niente accordo, in conferenza unificata, sul documento che
contiene le indicazioni per una migliore applicazione della legge 194
del 1978 sull’interruzione di gravidanza. «Ognuno è rimasto sulle
proprie posizioni – ha detto, al termine della conferenza, il
sottosegretario alla Sanità, Serafino Zucchelli – e sul tema è
intervenuta la campagna elettorale che ha tolto serenità di giudizio.
Non c’è l’intesa delle Regioni e quindi il documento lo teniamo nel
cassetto». Il sottosegretario ha fatto dunque riferimento
all’opposizione al documento da parte della Regione Lombardia. «Il
nostro documento è fatto bene – ha insistito Zucchelli – e un accordo
era stato trovato anche con i tecnici della Regione Lombardia ma il
presidente Formigoni lo ha fatto poi rimangiare. Ha pesato la politica,
questi temi vengono strumentalizzati in campagna elettorale».
Continue reading “saltano le linee guida sulla 194”

Per una campagna contro gli obiettori

Assemblea cittadina a Milano

per dare il via alla campagna "obiettiamo gli obiettori"

mercoledì 2 aprile ore 21.00

c/o USI-Sanità, viale Bligny 22 (scala sinistra, terzo piano).

In italia fra i tanti diritti negati si sta aggravando
la situazione per quanto riguarda l’interruzione volontaria di
gravidanza, che soprattutto le donne migranti e le giovani pagano in
prima persona, convinte che in questo paese l’aborto sia un diritto
garantito e spesso completamente disinformate su quello che
costituisce, invece, il vero nodo: l’obiezione di coscienza. Negli anni
recenti si è infatti assistito al moltiplicarsi esponenziale del numero
di obiettori e obiettrici negli ospedali e le donne si trovano
costrette a subire continue umiliazioni e a sopportare interminabili
pellegrinaggi fra ospedali nella speranza di poter usufruire di un
diritto garantito dalla legge 194/78, spesso finendo con l’optare per
forme di aborto clandestino che mettono in serio pericolo la propria
vita.

Per contrastare efficacemente questo stato di cose, nel febbraio scorso abbiamo lanciato a livello nazionale la campagna Obiettiamo gli obiettori, che è stata immediatamente recepita e rilanciata in diversi territori da altri gruppi di donne, dal Friuli alla Sicilia.
Il senso di questa campagna è di rompere l’omertà che si è costituita
intorno al sistema-obiezione, di scardinare il clientelismo che si
alimenta anche di questo sistema, di esercitare una forte pressione e
delegittimazione nei confronti di chi cerca di imporre alle donne
scelte non volute, di accorciare i tempi di attesa per l’IVG e arginare
il fenomeno crescente degli aborti clandestini.
Perché questa campagna sia efficace intendiamo costruire una rete con
le associazioni di migranti, con le associazioni in difesa della salute
e dei diritti del malato, con chi opera nei consultori e negli ospedali
pubblici. Per questo vi invitiamo ad intervenire all’assemblea.