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	<title>ogo</title>
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		<title>nuovo blog della consultoria autogestita</title>
		<link>http://ogo.noblogs.org/post/2011/02/20/nuovo-blog-della-consultoria-autogestita/</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Feb 2011 18:24:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ogo</dc:creator>
				<category><![CDATA[General]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; attivo, anche se ancora in fase di &#8220;sistemazione&#8221;, il nuovo blog della Consultoria Autogestita di Milano, con orari di apertura, recapiti a cui contattarci, informazioni utili per chi deve affrontare una interruzione di gravidanza e indirizzi dei servizi sanitari &#8230; <a href="http://ogo.noblogs.org/post/2011/02/20/nuovo-blog-della-consultoria-autogestita/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[
<a href='http://ogo.noblogs.org/post/2011/02/20/nuovo-blog-della-consultoria-autogestita/pupazzo-2/' title='pupazzo'><img width="150" height="150" src="http://ogo.noblogs.org/files/2011/02/pupazzo1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="pupazzo" /></a>

<p>E&#8217; attivo, anche se ancora in fase di &#8220;sistemazione&#8221;, il nuovo blog della Consultoria Autogestita di Milano, con orari di apertura, recapiti a cui contattarci, informazioni utili per chi deve affrontare una interruzione di gravidanza e indirizzi dei servizi sanitari per le donne su Milano e Hinterland.</p>
<p>Tutte le informazioni aggiornate potete da oggi trovarle su</p>
<p><a href="http://consultoriautogestita.wordpress.com" target="_blank">consultoriautogestita.wordpress.com</a></p>
<p>per il momento OGO rimane come archivio di documentazione sulla campagna &#8220;obiettiamo gli obiettori&#8221; e di informazioni sull&#8217;obiezione di coscienza in italia</p>
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		<title>10 e 12 febbraio, due appuntamenti a cui non mancare!</title>
		<link>http://ogo.noblogs.org/post/2010/02/08/10-e-12-febbraio-due-appuntamenti-a-cui-non-mancare/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 15:44:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ogo</dc:creator>
				<category><![CDATA[appuntamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricordiamo i prossimi appuntamenti: * mercoled&#236; 10 febbraio&#160;dalle 5 del mattino, presidio antisfratto in via dei Transiti ** venerd&#236; 12 febbraio alle&#160;6.30 di mattina davanti alla stazione di Albate Camerlata Fs (Como) e dalle&#160;ore 7 in poi davanti al carcere &#8230; <a href="http://ogo.noblogs.org/post/2010/02/08/10-e-12-febbraio-due-appuntamenti-a-cui-non-mancare/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://ogo.noblogs.org/gallery/4590/146126-joy_banner.jpg" width="213,5" height="294" align="left" /></p>
<p>Ricordiamo i prossimi appuntamenti:</p>
<p>* mercoled&igrave; 10 febbraio&nbsp;dalle 5 del mattino, presidio antisfratto in via dei Transiti</p>
<p>** venerd&igrave; 12 febbraio alle&nbsp;6.30 di mattina davanti alla stazione di Albate Camerlata Fs (Como) e dalle&nbsp;ore 7 in poi davanti al carcere di Como &ndash; in via Bassone 11 &ndash; per aspettare Joy! </p>
<p>Per tutte le info e gli aggiornamenti su Joy ed Hellen:</p>
<p><a href="http://noinonsiamocomplici.noblogs.org/" target="_blank">http://noinonsiamocomplici.noblogs.org/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mostri a Pasteur</title>
		<link>http://ogo.noblogs.org/post/2010/01/27/mostri-a-pasteur/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 10:34:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ogo</dc:creator>
				<category><![CDATA[appuntamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Da alcuni giorni il Giornale di Vittorio Feltri ha &#160;avviato una nuova martellante campagna denigratoria contro la casa occupata di &#160;Via dei Transiti 28, contro chi ci abita e contro le attivit&#224; sociali e &#160;politiche che vengono svolte negli &#8230; <a href="http://ogo.noblogs.org/post/2010/01/27/mostri-a-pasteur/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoPlainText" style="text-align: center"><img src="http://ogo.noblogs.org/gallery/4590/145305-transiti.jpg" width="432" height="245" align="texttop" />&nbsp;</p>
<p class="MsoPlainText">Da alcuni giorni il Giornale di Vittorio Feltri ha &nbsp;avviato una nuova martellante campagna denigratoria contro la casa occupata di &nbsp;Via dei Transiti 28, contro chi ci abita e contro le attivit&agrave; sociali e &nbsp;politiche che vengono svolte negli spazi collettivi. All&#8217;argomento &egrave; stata &nbsp;dedicata la prima pagina della cronaca milanese per ben 5 giorni<span>&nbsp; </span>consecutivi, spazio degno forse di &nbsp;miglior causa. Il Giornale dipinge T28 come un oscuro covo dove individui &nbsp;pericolosi, protervi e arroganti espropriano con minacce poveri proprietari &nbsp;inermi dei beni comprati coi risparmi di una vita.</p>
<p class="MsoPlainText"><strong>Probabilmente questa campagna mira a &quot;spianare la &nbsp;strada&quot; al prossimo tentativo di sfratto di un appartamento e &nbsp;dell&#8217;Ambulatorio Medico Popolare, previsti per il 10 febbraio.</strong></p>
<p class="MsoPlainText">Per&ograve;, come di consueto accade, questa ineffabile testata &nbsp;fa pessimo giornalismo, non controllando la veridicit&agrave; di quanto viene scritto &nbsp;e neppure prendendosi la briga di fare un po&#8217; di controllo d&#8217;archivio, per lo &nbsp;meno per evitare grosse inesattezze storiche, cantonate e figuracce.</p>
<p class="MsoPlainText">Ci sembra quindi opportuno fare un po&#8217; di corretta &nbsp;informazione sulla storia e la realt&agrave; attuale di via dei Transiti 28.</p>
<p class="MsoPlainText"><span id="more-89"></span>Nel 1978, in un periodo in cui la fame di alloggi d&agrave; vita &nbsp;ad un forte movimento per la casa, con occupazioni di moltissimi stabili in &nbsp;tutta Milano, anche lo stabile di via dei Transiti 28, inizialmente destinato &nbsp;ad edilizia popolare dal piano regolatore e poi finito chiss&agrave; come nelle mani &nbsp;delle immobiliari, che si preparavano a specularci sopra, viene occupato da &nbsp;famiglie e giovani.</p>
<p class="MsoPlainText">Nel 1984 uno spazio su strada, utilizzato fino a quel &nbsp;momento solo dagli abitanti per uso sociale o per riunioni, viene &nbsp;&quot;aperto&quot; alla citt&agrave; da collettivi studenteschi e giovani del &nbsp;quartiere.</p>
<p class="MsoPlainText">Nasce allora il Centro Occupato Autogestito, spazio che, &nbsp;ormai da pi&ugrave; di un quarto di secolo (e non &quot;da qualche anno&quot;), ospita &nbsp;riunioni di collettivi cittadini, assemblee, iniziative politiche e di &nbsp;informazione, cene sociali, serate musicali, proiezioni, ecc&#8230;</p>
<p><img src="http://ogo.noblogs.org/gallery/4590/transiti-1.jpg" width="250" height="187,5" align="left" />
<p class="MsoPlainText">Nel 1990 un altro spazio su strada, lasciato da diversi anni &nbsp;in stato di abbandono dal proprietario, viene occupato da un collettivo di &nbsp;donne che si occupa di diritto alla salute. Nel 1994 in quello stesso spazio,ristrutturato in modo idoneo a spese degli stessi occupanti, apre l&#8217;Ambulatorio &nbsp;Medico Popolare, un&#8217;associazione che da quindici anni si occupa di difendere il &nbsp;diritto alla salute per tutti, anche garantendo visite mediche a chi non pu&ograve; &nbsp;accedere al sistema sanitario nazionale; qualche anno dopo vengono attivati &nbsp;anche lo sportello del Telefono Viola, che si occupa di abusi psichiatrici, e &nbsp;il Consultorio Autogestito per la salute delle donne.</p>
<p class="MsoPlainText">Nelle cantine trovano invece spazio sale prove per gruppi &nbsp;musicali, a costo zero.</p>
<p class="MsoPlainText">L&#8217;occupazione dal 1978 ad oggi &egrave; sempre stata gestita &nbsp;collettivamente. Non c&#8217;&egrave; infatti nessun &quot;racket&quot; ma decisioni &nbsp;assembleari sull&#8217;assegnazione a nuovi abitanti degli appartamenti o delle &nbsp;stanze che via via rimangono vuoti &#8211; e che, sottolineiamo, sono occupati da &nbsp;OLTRE TRENT&#8217;ANNI.</p>
<p class="MsoPlainText">In tutti questi anni le situazioni occupate (abitanti, collettivi &nbsp;politici e associazioni), insieme ai proprietari, si sono sempre fatte carico &nbsp;delle manutenzioni e dei costi necessari alla gestione della casa, dalle &nbsp;pulizie alle riparazioni. Lo stesso vale per il progetto di futura &nbsp;ristrutturazione dell&#8217;immobile, per il quale i coniugi Mura lamentano di dover &nbsp;pagare la loro quota.</p>
<p class="MsoPlainText">Una parte degli occupanti, col tempo si sono via via &nbsp;regolarizzati, sia con contratti d&#8217;affitto, sia con l&#8217;acquisto degli &nbsp;appartamenti nei quali vivono.</p>
<p class="MsoPlainText">Altri appartamenti, e lo stesso Ambulatorio Medico &nbsp;Popolare, verranno invece acquistati<span>&nbsp;&nbsp; </span>da soggetti esterni alla casa, immobiliari o<span>&nbsp; </span>privati, perfettamente a conoscenza &nbsp;della situazione della casa occupata ed intenzionati a realizzare la solita &nbsp;speculazione.</p>
<p class="MsoPlainText">In questo meccanismo speculativo rientra anche l&#8217;acquisto &nbsp;dell&#8217;appartamento da parte di Pisoni padre, che era anche lui perfettamente &nbsp;consapevole del fatto che l&#8217;appartamento e buona parte dello stabile era &nbsp;occupato da molti anni. Aggiungiamo che gli occupanti hanno ripetutamente &nbsp;cercato un accordo con la famiglia Pisoni-Mura proponendo un affitto od un &nbsp;acquisto a condizioni eque,<span>&nbsp;&nbsp;</span>e si sono sentiti replicare che era in corso un tentativo di vendita a &nbsp;terzi a prezzi assolutamente speculativi.</p>
<p>Inoltre gli occupanti di Via dei Transiti non hanno mai &nbsp;minacciato nessuno dei proprietari. Anzi sono stati a loro volta minacciati, &nbsp;come nel caso di alcune operatrici dell&#8217; Ambulatorio Medico Popolare, contro il &nbsp;quale il proprietario ha persino intentato una causa con l&#8217;accusa calunniosa di &nbsp;esercizio abusivo dell&#8217;attivit&agrave; medica e presunta vendita di farmaci scaduti, &nbsp;causa che ovviamente l&#8217;AMP ha vinto.</p>
<p>Anche il signor Mura ha ripetutamente minacciato di farsi &nbsp;giustizia da solo, in questi giorni anche dalle pagine del Giornale.</p>
<p>La campagna del Giornale, iniziata il 22 Gennaio contro &nbsp;la casa occupata di Via dei Transiti, si &egrave; poi allargata nei giorni successivi &nbsp;a tutti gli altri centri sociali e realt&agrave; occupate milanesi.</p>
<p>Per chi al contrario del Giornale e del suo padrone &nbsp;Berlusconi, continua a pensare che la salute<span>&nbsp;&nbsp; </span>sia un diritto per tutti, la casa una necessita&#8217;, e il &nbsp;bisogno di socialit&agrave; non mercificata anche, difendere Via dei Transiti 28 e &nbsp;tutti gli altri spazi sociali e case occupate minacciate da sgomberi, &egrave; pi&ugrave; che &nbsp;mai attuale ed importante.</p>
<p><img src="http://ogo.noblogs.org/gallery/4590/stencil_casa.jpg" width="150" height="100" align="left" />
<p><span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold">INVITIAMO TUTTI E TUTTE A PARTECIPARE IN MASSA AL &nbsp;PRESIDIO CONTRO LO SGOMBERO DELL&#8217;AMBULATORIO E DI UN APPARTAMENTO DELLA CASA &nbsp;OCCUPATA DI VIA DEI TRANSITI 28, MERCOLEDI 10 FEBBRAIO DALLE ORE 5 DI MATTINA IN POI</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span class="Apple-style-span" style="font-style: italic">Abitanti di Via dei Transiti 28,&nbsp;Ambulatorio Medico &nbsp;Popolare,&nbsp;C.O.A. T28,&nbsp;Consultoria Autogestita,&nbsp;Coll. Maistatezitte,&nbsp;Telefono &nbsp;Viola di Milano</span></p>
<p class="MsoPlainText">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Formigoni&amp;Prosperini: &#8220;amicizia operativa&#8221; e passione per il dittatore</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 17:03:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ogo</dc:creator>
				<category><![CDATA[lombardia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il governatore della Regione Sagrestia Roberto Formigoni si &#232; appellato all&#8217;&#34;arte laica e religiosa del dubbio&#34; riguardo all&#8217;inchiesta che ha portato all&#8217;arresto di&#160;Piergianni Prosperini&#160;- ex vicepresidente della suddetta regione nonch&#233; assessore al turismo. Poco c&#8217;importa che Prosperini sia finito in &#8230; <a href="http://ogo.noblogs.org/post/2009/12/21/formigoni-prosperini-amicizia-operativa-e-passione-per-il-dittatore/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://ogo.noblogs.org/gallery/4590/amicizia_operativa.jpg" width="212" height="318" align="left" />
<p style="font: normal normal normal 13px/normal Verdana;margin: 0px">Il governatore della Regione Sagrestia Roberto Formigoni si &egrave; appellato all&#8217;&quot;<a href="http://www.mi-lorenteggio.com/news/6514" target="_blank">arte laica e religiosa del dubbio</a>&quot; riguardo all&#8217;inchiesta che ha portato all&#8217;arresto di&nbsp;<a href="http://www.prosperini.it/" target="_blank">Piergianni Prosperini</a>&nbsp;- ex vicepresidente della suddetta regione nonch&eacute; assessore al turismo. Poco c&#8217;importa che Prosperini sia finito in galera per corruzione, turbativa d&#8217;asta e truffa nell&#8217;ambito di un&#8217;inchiesta su tangenti (sai che novit&agrave; a Milano e in Lombardia&#8230;), che fosse o meno chiamato &quot;il boss&quot;. Tutto questo lo lasciamo alle &quot;anime belle&quot; che ancora credono di vivere in un paese tanto onesto quanto democratico.</p>
<p style="font: normal normal normal 13px/normal Verdana;margin: 0px">&Egrave; altro, invece, che ci interessa rilevare a proposito del &quot;<a href="http://ogo.noblogs.org/gallery/4590/cal_2009_fronte.jpg" target="_blank">Miles Christi</a>&quot; (anzi, &ldquo;milites&rdquo;, secondo il suo <em>latinorum</em>&hellip;) &#8211; il &quot;soldato di Cristo&quot;,&nbsp;<a href="http://www.ecn.org/antifa/article/1348/Prosperiniassessorelombardiagarrotiamoigay" target="_blank">omofobo</a>&nbsp;e&nbsp;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=FhWXLnz-3rA" target="_blank">razzista</a>&nbsp;- e del suo governatore. Ci riferiamo agli <strong><span style="color: #800080">intrallazzi neocoloniali</span></strong> tra Prosperini, Formigoni e&nbsp;<a href="http://www.opendemocracy.net/article/isaias-afewerki-and-eritrea-a-nation-s-tragedy" target="_blank">Isaias Afewerki</a>&nbsp;- ex combattente nella guerra di liberazione dal dominio etiopico e da anni dittatore dell&#8217;Eritrea.&nbsp;</p>
<p style="font: normal normal normal 13px/normal Verdana;margin: 0px">Gi&agrave; nel 2005 un&#8217;<a href="http://ilrisorgimentoeritreo.blogspot.com/2009/09/isayas-e-berlusconi-eritrea-e-italia.html" target="_blank">interpellanza parlamentare</a>&nbsp;&ndash; in cui si tralasciavano gli&nbsp;<a href="http://ogo.noblogs.org/gallery/4590/contingente_italiano.JPG" target="_blank">stupri compiuti dai &quot;nostri ragazzi&quot; in missione &quot;di pace&quot; in Eritrea</a>&nbsp;&ndash; citava espressamente tanto le condizioni di vita in quel Paese (arresti, torture, dissidenti desaparecidos), quanto la vendita di armi di fabbricazione italiana &#8211; &quot;risultano nel quinquennio 1999-2003, da parte dell&#8217;Italia, esportazioni di armi leggere ad uso civile per 1.568.894.729 euro, di cui parte verso paesi palesemente in guerra o con conflitti interni come Colombia, Russia, Algeria, Eritrea, Etiopia, Israele&quot; &#8211; quanto, soprattutto, gli intrallazzi col dittatore eritreo di Formigoni, Paolo e Silvio Berlusconi, l&#8217;ex repubblichino Mirko Tremaglia (solo per citarne alcuni) e Prosperini &ndash;&nbsp;<a href="http://www.inerba.org/Politica/Silvio-e-i-mercanti-d-armi.html" target="_blank">portavoce del dittatore in Italia</a>.&nbsp;</p>
<p style="font: normal normal normal 13px/normal Verdana;margin: 0px"><span id="more-88"></span>La prospettiva del business neocoloniale &#8211; che ha ingolosito anche alcune regioni &quot;rosse&quot; &#8211; non presentava, dunque, nessuna contraddizione per il ciellino &ldquo;difensore della vita&rdquo; Formigoni, sempre pronto a colpevolizzare e criminalizzare le donne che vogliono interromepere una gravidanza quanto ad intrallazzare con un governo che&nbsp;<a href="http://www.peacelink.it/pace/a/30185.html" target="_blank">tortura e ammazza</a>&nbsp;</p>
<p><img src="http://ogo.noblogs.org/gallery/4590/Eritrea13.jpg" width="200" height="133" align="right" />
<p style="font: normal normal normal 13px/normal Verdana;margin: 0px">chi &egrave; accusato/a di diserzione &#8211; e cio&egrave; non &egrave; disposto/a a farsi un numero indefinito di anni di servizio militare e di lavoro gratuito&nbsp;com&#8217;&egrave;, appunto il national service in Eritrea.</p>
<p style="font: normal normal normal 13px/normal Verdana;margin: 0px">Un governo che fa dello&nbsp;<a href="http://asmarino.com/en/news/287-le-colpe-del-regime-delleritrea-" target="_blank">stupro delle donne</a>&nbsp;un privilegio degli ufficiali, come nel&nbsp;<a href="http://it.peacereporter.net/articolo/563/Sognando+libert%E0" target="_blank">campo-lager di addestramento di Sawa</a>, che Prosperini l&#8217;anno scorso, parlando a Radio Popolare, ha definito &quot;luogo di villeggiatura&quot;, scatenando le giuste ire degli ascoltatori eritrei.</p>
<p style="font: normal normal normal 13px/normal Verdana;margin: 0px">Evidentemente l&#8217;ipocrita &quot;difesa della vita&quot; passa rapidamente in secondo piano quando si tratta di difendere i propri interessi economici&#8230;</p>
<p style="font: normal normal normal 13px/normal Verdana;margin: 0px">&quot;Incoragger&ograve; gli investitori lombardi -&nbsp;<a href="http://ilrisorgimentoeritreo.blogspot.com/2009/09/isayas-e-berlusconi-eritrea-e-italia.html" target="_blank">aveva dichiarato Formigoni</a>&nbsp;- a cogliere le numerose opportunit&agrave; di investimento esistenti in Eritrea e a proseguire nella collaborazione che da tanti anni lega la nostra Regione a questo Paese. &Egrave; questa la via per far crescere i rapporti tra i popoli nell&#8217;epoca odierna, caratterizzata dalla globalizzazione e dalla caduta dei confini tra gli Stati&quot;. E per incoraggiarli di pi&ugrave; Prosperini aveva fatto del&nbsp;<a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/prosperini-tangenti-eritree/2117634" target="_blank">suo ufficio al Pirellone</a>&nbsp;una sorta di ufficio del commercio con l&#8217;Eritrea. Insomma: <strong><span style="color: #800080">dittatore chiama, Lombardia risponde</span></strong>, per dirla parafrasando uno&nbsp;<a href="http://www.prosperini.it/Totcomstampa/Visita_Pres_Eritrea.pdf" target="_blank">slogan</a>&nbsp;dello stesso <em>Miles Christi</em>.</p>
<p><img src="http://ogo.noblogs.org/gallery/4590/bruzzano_2.jpeg" width="250" height="166,5" align="left" />
<p style="font: normal normal normal 13px/normal Verdana;margin: 0px">Si spiegano, cos&igrave;, anche le mazzate che si son presi i profughi eritrei&nbsp;che avevano occupato, l&#8217;aprile scorso, l&#8217;ex residence Leonardo da Vinci di Bruzzano. Pensavano di essere arrivati in un paese che potesse accoglierli &#8211; magari anche in nome del passato coloniale &#8211; dopo la fuga dal regime eritreo, ma qui han trovato gli amici di quel regime pronti a farli a massacrare dalle loro guardie armate.</p>
<p style="font: normal normal normal 13px/normal Verdana;margin: 0px">Perch&eacute;, in fondo, regimi fondati sulla paura &#8211; come quello di Isaias Afewerki &#8211; sono il sogno, nemmeno segreto, dei governanti italiani, e non solo di chi, come Prosperini, ne&nbsp;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=3yOJFGVpcbs" target="_blank">difende apertamente l&#8217;autoritarismo</a>.&nbsp;</p>
<p><img src="http://ogo.noblogs.org/gallery/4590/bruzzano_1.png" width="175" height="163" align="right" />
<p style="font: normal normal normal 13px/normal Verdana;margin: 0px">Non abbiamo bisogno, infatti, di andare fin nell&#8217;Eritrea di Isaias Afewerki per trovare la militarizzazione del territorio, le botte agli studenti e la criminalizzazione di chiunque non sia &quot;in linea&quot; con chi comanda, lo stupro come strumento per controllare le donne, il lavoro gratuito e lo sfruttamento della manodopera per ingrassare le casse dello stato (e degli imprenditori), il controllo sociale diffuso e la delazione come suo strumento, la persecuzione ideologica&#8230;</p>
<p style="font: normal normal normal 13px/normal Verdana;margin: 0px">Ecco perch&eacute;, difendendo i propri interessi, in questo Paese un qualsiasi Formigoni -&nbsp;<a href="http://ogo.noblogs.org/gallery/4590/Dottor%20lottizzato-Niguarda.pdf" target="_blank"><span style="color: #420578"><em>dominus</em></span><span style="text-decoration: underline;color: #420578"> e </span><span style="color: #420578"><em>boss</em></span><span style="text-decoration: underline;color: #420578"> della sanit&agrave; lombarda</span></a>&nbsp;- pu&ograve; permettersi di dire &quot;Tutti conoscono Prosperini. Se c&#8217;&egrave; una persona che appare limpida e trasparente, che ha la passione della politica, e che ci mette del suo, &egrave; proprio Prosperini&quot;.&nbsp;</p>
<p style="font: normal normal normal 13px/normal Verdana;margin: 0px">Una vera &quot;<a href="http://www.thepopuli.it/2009/11/compagnia-delle-opere-comunione-liberazione-politica-affari/" target="_blank">amicizia operativa</a>&quot; in stile ciellino, non c&#8217;&egrave; che dire!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La lunga marcia della RU486</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 13:04:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ogo</dc:creator>
				<category><![CDATA[194 e dintorni]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo mesi di tira e molla e polemiche L&#8217;Agenzia Italiana &#160;per il Farmaco ha infine&#160;sancito la commerciabilit&#224; in anche in Italia del &#160;Mifegyne, meglio noto come RU486 o pillola abortiva. Nello scontro fra poteri forti la lobby farmaceutica ha &#160;avuto &#8230; <a href="http://ogo.noblogs.org/post/2009/12/13/la-lunga-marcia-della-ru486/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://ogo.noblogs.org/gallery/4590/142320-ru486.jpg" width="168" height="167,5" align="left" />
<p class="MsoPlainText" style="text-align: left">Dopo mesi di tira e molla e polemiche L&#8217;Agenzia Italiana &nbsp;per il Farmaco ha infine&nbsp;<a href="http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/dispatcher?service=1&amp;datagu=2009-12-09&amp;task=dettaglio&amp;numgu=286&amp;redaz=09A14553&amp;tmstp=1260562993884" target="_blank">sancito la commerciabilit&agrave; in anche in Italia del &nbsp;Mifegyne</a>, meglio noto come RU486 o pillola abortiva.</p>
<p class="MsoPlainText" style="text-align: left">Nello scontro fra poteri forti la lobby farmaceutica ha &nbsp;avuto la meglio sulle pressioni vaticane e quindi <strong>da febbraio</strong> (questi sembrano &nbsp;essere i tempi tecnici) <strong>anche in Italia questo farmaco sar&agrave; disponibile negli &nbsp;ospedali</strong>.</p>
<p class="MsoPlainText">Questa piccola rivoluzione permetter&agrave; alle donne una &nbsp;maggiore libert&agrave; di scelta (rimandiamo ad un successivo approfondimento pi&ugrave; tecnico le &nbsp;differenze fra i due metodi abortivi) e, forse, come ci auguriamo, una &nbsp;riduzione dei tempi di attesa negli ospedali e un miglioramento delle &nbsp;condizioni per le donne che devono affrontare un aborto.</p>
<p class="MsoPlainText"><span id="more-87"></span>Gli antiabortisti, messi per una volta all&#8217;angolo, temono &nbsp;proprio l&#8217;effetto depotenziante sull&#8217;obiezione di coscienza che l&#8217;introduzione &nbsp;della pillola abortiva potrebbe avere (rendendo l&#8217;attivit&agrave; degli operatori &nbsp;sanitari non obiettori pi&ugrave; snella e meno gravosa) e quindi&nbsp;<a href="http://milano.repubblica.it/dettaglio/e-gia-scontro-sulla-pillola-abortiva/1801313" target="_blank">stanno sollevando &nbsp;polveroni</a>&nbsp;insistendo sulla obbligatoriet&agrave; della &quot;ospedalizzazione&quot; di &nbsp;almeno tre giorni consecutivi per le donne che vorranno (ma soprattutto &nbsp;<em>potranno,</em> viste alcune controindicazioni e tempi molto pi&ugrave; stretti, per un &nbsp;limite alla 7ma settimana contro la 12ma per l&#8217;intervento chirurgico) usare &nbsp;questa metodica per l&#8217;Ivg.</p>
<p class="MsoPlainText">In realt&agrave;, come vedremo meglio tra poco, <strong>non solo di &nbsp;questa ospedalizzazione non c&#8217;&egrave; bisogno ma, contrariamente a quanto abbaiano &nbsp;gli integralisti cattolici, non &egrave; nemmeno prevista dalla 194</strong>.</p>
<p class="MsoPlainText">Infatti la legge dice che:</p>
<p class="MsoPlainText">* l&#8217;interruzione deve essere effettuata da un medico in &nbsp;una struttura ospedaliera pubblica, oppure convenzionata autorizzata, O ANCHE &nbsp;in un poliambulatorio pubblico adeguatamente attrezzato (art.8)</p>
<p class="MsoPlainText">* il certificato serve alla donna ad ottenere l&#8217;intervento &nbsp;e, SE NECESSARIO, il ricovero (art.8).</p>
<p class="MsoPlainText">Quindi <strong>in nessuna parte della 194 si parla di obbligo di &nbsp;ospedalizzazione per l&#8217;Ivg</strong>, ma si fa solo riferimento al fatto che della &nbsp;procedura deve occuparsene un medico, e all&#8217;interno di una struttura &nbsp;autorizzata a farlo.</p>
<p class="MsoPlainText">A margine ci interessa far notare che la legge prevede &nbsp;invece, a carico delle Regioni, l&#8217;aggiornamento del personale ospedaliero &nbsp;&quot;sull&#8217;uso delle tecniche pi&ugrave; moderne, pi&ugrave; rispettose dell&#8217;integrit&agrave; fisicae psichica della donna e meno rischiose per l&#8217;interruzione della &nbsp;gravidanza&quot; (art. 15).</p>
<p class="MsoPlainText">Sulla presunta necessit&agrave; di questa ospedalizzazione &nbsp;forzata &egrave; utile invece vedere come si &egrave; proceduto in alcuni ospedali fino ad &nbsp;ora: dal 2005 in alcune regioni italiane &egrave; infatti in corso una sperimentazione &nbsp;sull&#8217;utilizzo del Mifegyne, tutta questa attivit&agrave; &egrave; strettamente monitorata &nbsp;dalle&nbsp;<a href="http://www.ministerosalute.it/saluteDonna/paginaInternaMenuSaluteDonna.jsp?id=744&amp;menu=sessuale)" target="_blank">relazioni annuali</a>&nbsp;che il Ministero della salute deve produrre &nbsp;sull&#8217;applicazione della 194.</p>
<p class="MsoPlainText">La prassi adottata in queste regioni &egrave; abbastanza simile e &nbsp;non prevede ospedalizzazione ma bens&igrave; due accessi in day-hospital a distanza di &nbsp;due giorni per la somministrazione dei farmaci, ed una visita ambulatoriale di &nbsp;controllo in 14ma giornata; fra tutte le donne assistite solo in un caso &egrave; &nbsp;stata segnalata la necessit&agrave; di un ricovero di due giorni.</p>
<p class="MsoPlainText">Chi fino ad ora ha svolto sperimentazione sulla RU486, &nbsp;sapendo di essere sotto stretta osservazione antiabortista, ha evidentemente &nbsp;adottato modalit&agrave;, oltre che gi&agrave; testate in altre nazioni, che giuridicamente &nbsp;non cozzassero con la 194 e le sue ambiguit&agrave;, e che contemporaneamente non &nbsp;complicassero inutilmente la vita alle donne e alla organizzazione ospedaliera, &nbsp;che di tutto ha bisogno fuorch&eacute; di occupare inutilmente letti preziosi e &nbsp;personale.</p>
<p class="MsoPlainText">Di queste procedure si prende debitamente atto nelle &nbsp;relazioni annuali sull&#8217;applicazione della 194. <strong>Quindi non si capisce perch&egrave;, &nbsp;nel momento in cui si esce finalmente da percorsi-pilota per entrare nella &nbsp;normale routine ospedaliera, si debbano improvvisamente adottare prassi differenti</strong>.</p>
<p class="MsoPlainText">Ci rendiamo conto che &egrave; su questo nodo che si svolgeranno &nbsp;le battaglie all&#8217;interno degli ospedali nelle regioni che non hanno finora &nbsp;partecipato alla sperimentazione, e che il rischio effettivo &egrave; di una disparit&agrave; &nbsp;di trattamento da una regione all&#8217;altra.</p>
<p class="MsoPlainText">E chiss&agrave; quali sorprese ci riserva la Regione Sagrestia, col suo governatore ciellino pronto a ricandidarsi&#8230;&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Si vuole la strage di donne?</title>
		<link>http://ogo.noblogs.org/post/2009/12/08/si-vuole-la-strage-di-donne/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 17:09:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ogo</dc:creator>
				<category><![CDATA[194 e dintorni]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Recentemente alcune menti &#8216;eccelse&#8217; del PdL &#8211; Gasparri, &#160;Quagliariello e Bianconi &#8211; &#160;su ispirazione dell&#8217;immarcescibile Carlo Casini del Movimento per la Vita hanno presentato in Senato un&#160;disegno di legge&#160; &#8216;sui diritti del concepito&#8217;. Lo hanno fatto, col loro &#8230; <a href="http://ogo.noblogs.org/post/2009/12/08/si-vuole-la-strage-di-donne/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><img src="http://ogo.noblogs.org/gallery/4590/cytotec.jpg" width="425" height="213" align="texttop" />&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Recentemente alcune menti &#8216;eccelse&#8217; del PdL &ndash; Gasparri, &nbsp;Quagliariello e Bianconi &ndash; &nbsp;su ispirazione dell&#8217;immarcescibile Carlo Casini del Movimento per la Vita hanno presentato in Senato un&nbsp;<a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/pillola-abortiva/attacco-194/attacco-194.html" target="_blank">disegno di legge&nbsp; &#8216;sui diritti del concepito&#8217;</a>. Lo hanno fatto, col loro tipico &#8216;buon gusto&#8217;, proprio nei giorni in cui ben&nbsp;<a href="http://ogo.noblogs.org/post/2009/12/02/ancora-due-morte-per-aborto-clandestinizzato" target="_blank">tre donne</a>, nell&#8217;indifferenza generale, morivano d&#8217;aborto autoprocurato per non aver potuto, o saputo, accedere alla struttura sanitaria pubblica &ndash; paura di essere espulse, liste d&#8217;attesa inaccettabili,&nbsp;<a href="http://ogo.noblogs.org/post/2008/04/30/l-accesso-all-ivg-per-le-cittadine-neocomunitarie" target="_blank">costo dell&#8217;intervento a carico delle neocomunitarie</a>, ecc.&nbsp;</div>
<div>Conosciamo i nomi dei mandanti di questi <strong>omicidi</strong>: si chiamano &quot;pacchetto sicurezza&quot; e &quot;obiezione di coscienza&quot;.&nbsp;</div>
<div>A pochi giorni dalla&nbsp;<a href="http://palermo.repubblica.it/dettaglio/la-procura-di-agrigento-indaga-11-medici-dopo-la-morte-della-bimba-nata-su-una-sedia/1798977" target="_blank">morte per setticemia di una neonata romena</a>&nbsp;partorita sulla sedia dell&#8217;ospedale di Canicatt&igrave;, questi ipocriti &#8216;difensori della vita&#8217; provano di nuovo a portarci indietro di trent&#8217;anni costringendo le donne a gravidanze non volute. </div>
<div>Evidentemente vogliono estendere il rischio avvelenamento a tutta la popolazione femminile che vive in questo stradisgraziato paese.</div>
<div>Non staremo qui a ricordare che solo una donna sa se ha le risorse affettive, psicologiche, economiche, per diventare madre oppure no, che solo lei ha il diritto di decidere in merito, che equiparare questo diritto a quello, presunto, di un embrione (che al di fuori del corpo di donna che lo contiene non potrebbe sopravvivere) &egrave; un&#8217;aberrazione giuridica oltre che concettuale&#8230;</div>
<div>Lascia basite in tutto ci&ograve; l&#8217;ineffabile Turco, che non trova di meglio che dire &quot;C&#8217;&egrave; una dignit&agrave; dell&#8217;embrione, ma &egrave; gi&agrave; sancita dalla legge 40&quot; !!! Cio&egrave; plaude ad un cavallo di Troia, veramente furbona l&#8217;ex ministra&#8230;</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Ancora due morte per aborto &#8216;clandestinizzato&#8217;</title>
		<link>http://ogo.noblogs.org/post/2009/12/02/ancora-due-morte-per-aborto-clandestinizzato/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 15:30:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ogo</dc:creator>
				<category><![CDATA[194 e dintorni]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; di ieri la notizia di due donne immigrate morte d&#8217;aborto fai-da-te a Taranto. Un aborto che definiamo clandestinizzato, pi&#249; che clandestino, perch&#233; avviene in un paese in cui l&#8217;interruzione volontaria di gravidanza dovrebbe essere garantita nelle strutture pubbliche. Non &#8230; <a href="http://ogo.noblogs.org/post/2009/12/02/ancora-due-morte-per-aborto-clandestinizzato/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>
<img src="http://ogo.noblogs.org/gallery/4590/3878207815_d99c43ffb6.jpg" width="375" height="500" align="texttop" />
</p>
<p>
E&#8217; di ieri la notizia di <a href="http://ogo.noblogs.org/gallery/4590/ansa_1_dicembre_09.pdf" target="_blank">due donne immigrate morte d&#8217;aborto fai-da-te</a> a Taranto. Un aborto che definiamo clandestinizzato, pi&ugrave; che clandestino, perch&eacute; avviene in un paese in cui l&#8217;interruzione volontaria di gravidanza dovrebbe essere garantita nelle strutture pubbliche. Non dovremmo, dunque, alimentare la statistica secondo cui <a href="http://www.womenonwaves.org/article-115-en.html" target="_blank" title="womens on waves">nel mondo ogni 8 minuti una donna muore di aborto clandestino</a>.<br />
Invece &egrave; cos&igrave; e perci&ograve; vanno nominati chiaramente i responsabili di questa ulteriore mattanza di donne, che si aggiunge ai femminicidi in famiglia. <br />
More&#8230;Innanzitutto lo Stato razzista che, con la caccia a donne e uomini senza permesso di soggiorno, ha indotto un tale terrore nelle e nei migranti da indurle/i a non rivolgersi alle strutture pubbliche per l&#8217;assistenza sanitaria. <span id="more-85"></span><br />
In secondo luogo i media di regime che, in vista dell&#8217;approvazione del &#8216;pacchetto sicurezza&#8217;, hanno strombazzato ai quattro venti che i medici avrebbero denunciato quell&#8217;esercito di riserva di forza-lavoro sottopagata e sprovvista di permesso di soggiorno, creando volutamente panico e confusione.<br />
In terzo luogo quei medici e strutture pubbliche che, fieri del proprio essere delatori al servizio della &#8216;sicurezza nazionale&#8217;, nei mesi scorsi hanno denunciato alle forze dell&#8217;ordine alcuni casi di &#8216;irregolari&#8217; che si presentavano negli ospedali, facendole/i arrestare o deportare nei Cie.<br />
In quarto, ma non ultimo, luogo il crescente numero di obiettori di coscienza che, infestando consultori ed ospedali, sta erodendo la libert&agrave; per ogni donna di scegliere quando e se essere madre. <br />
&nbsp;<br />
Che le due donne fossero romene non cambia il risultato: in molte regioni e ospedali &ndash; in virt&ugrave; del recepimento di una norma europea ambigua ed in totale spregio ad una circolare ministeriale che poneva rimedio a questo delirio &ndash; alle donne neocomunitarie&nbsp; che debbano interrompere la gravidanza viene ancora chiesto il pagamento dell&#8217;intera prestazione (800/1000 euro). <br />
&nbsp;<br />
c<br />
Di fronte alla morte di queste due donne risulta ancor pi&ugrave; paradossale<a href="http://ogo.noblogs.org/gallery/4590/circ_divieto%20segnalazione2009.pdf" target="_blank"> la recente circolare</a> con cui il Ministero dell&#8217;Interno, dopo mesi di strategia del terrore, ribadisce il divieto di segnalazione per chi si rivolge alle strutture pubbliche pur se sprovvista/o di permesso di soggiorno.</p>
<p>Ci&ograve; nonostante invitiamo chiunque lavori nelle strutture pubbliche o sia in contatto con comitati e associazioni di migranti a diffondere il pi&ugrave; possibile tale circolare perch&eacute; si fermi questa mattanza di immigrate/i cui vengono negati i diritti pi&ugrave; elementari.<br />
&nbsp;
</p>
<p>
&nbsp;L&#8217;immagine &egrave; tratta dal blog di <a href="http://gioraro.blogspot.com/" target="_blank">Gioraro</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Milano 26 Novembre 2009: per le strade ci ritroverete!</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 17:34:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ogo</dc:creator>
				<category><![CDATA[appuntamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; L&#8217;assemblea cittadina tenutasi il 19 novembre lancia una giornata di mobilitazione contro i minacciati sgomberi in citt&#224; del Circolo dei Malfattori e di un appartamento in via Torricelli 19, dell&#8217;Ambulatorio medico popolare e di un appartamento in via dei &#8230; <a href="http://ogo.noblogs.org/post/2009/11/22/milano-26-novembre-2009-per-le-strade-ci-ritroverete/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><img src="http://ogo.noblogs.org/gallery/4590/Donne_corteo2.jpg" width="472" height="220" align="texttop" />&nbsp;</div>
<div>L&#8217;assemblea cittadina tenutasi il 19 novembre lancia una giornata di mobilitazione contro i minacciati sgomberi in citt&agrave; del Circolo dei Malfattori e di un appartamento in via Torricelli 19, dell&#8217;Ambulatorio medico popolare e di un appartamento in via dei Transiti 28, per la difesa degli spazi occupati e autogestiti, contro gli attacchi repressivi e l&#8217;ondata di terrore del regime &#8216;sicurezza&#8217;.</div>
<div></div>
<div>Appuntamenti per tutti/e il 26 novembre:</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>* dalle ore 6.00 &ndash; presidio antisfratto presso il Circolo dei malfattori e l&#8217;Ambulatorio popolare (con possibilit&agrave; di ospitalit&agrave; per chi viene da fuori la sera del 25/11)</div>
<div></div>
<div>* dalle ore 17.30 &ndash; iniziativa con concentramento in p.zza XXIV Maggio, P.ta Ticinese</div>
<div></div>
<div><em>Assemblea cittadina 19/11 realt&agrave; e spazi occupati e autogestiti</em></div>
<div></div>
<div>DIFENDI LE OCCUPAZIONI, DIFFONDI AUTOGESTIONE</div>
<div>&nbsp;</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Il connubio fra leggi razziste ed obiettori di coscienza genera aborti clandestini</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 13:23:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ogo</dc:creator>
				<category><![CDATA[dai media]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://ogo.noblogs.autistici.org/post/2009/11/13/il-connubio-fra-leggi-razziste-ed-obiettori-di-coscienza-genera-aborti-clandestini/</guid>
		<description><![CDATA[Come avevamo gi&#224; segnalato, gli aborti clandestini sono in crescita esponenziale. Riportiamo qui di seguito due articoli pubblicati su la Stampa a proposito dello &#8216;spaccio&#8217; di Cytotec a Milano, un analizzatore importante per capire come la presenza di obiettori negli &#8230; <a href="http://ogo.noblogs.org/post/2009/11/13/il-connubio-fra-leggi-razziste-ed-obiettori-di-coscienza-genera-aborti-clandestini/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>
Come avevamo <a href="http://ogo.noblogs.org/post/2008/04/02/dati-sugli-aborti-clandestini">gi&agrave;</a> segnalato, gli aborti clandestini sono in crescita esponenziale. Riportiamo qui di seguito due articoli pubblicati su la Stampa a proposito dello &#8216;spaccio&#8217; di Cytotec a Milano, un analizzatore importante per capire come la presenza di obiettori negli ospedali e nei consultori sommata al panico generato dalle leggi razziste rappresenti un pericolo per tutte.<br />
Non abbiamo dubbi che in questo paese ipocrita e bigotto ora si assister&agrave; alla criminalizzazione delle donne che procurano il Cytotec e di quello che ne fanno uso anzich&eacute; risolvere<strong><span style="color: #800080"> </span><span style="color: #800080">il cuore del problema: il diritto per tutte le donne di accedere alle strutture sanitarie senza dover subire umiliazioni, lunghe trafile o rischiare di esser denunciate perch&eacute; senza permesso di soggiorno</span></strong>.<br />
Ricordiamo alle donne, italiane e migranti, che a pochi metri dalla fermata di Loreto &#8211; in via dei Transiti, MM1 Pasteur &#8211; c&#8217;&egrave; la Consultoria autogestita a cui potete rivolgervi per essere indirizzate a strutture pubbliche che non denunciano e che non contrastano il diritto delle donne di scegliere se e quando essere madri.<br />
Questi i nostri orari: il primo marted&igrave; del mese dalle 14.30 alle 18.00; tutti gli altri marted&igrave; dalle 16.00 alle 19.00.<br />
<span id="more-83"></span>
</p>
<p>
<a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200911articoli/49327girata.asp#">http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200911articoli/49327girata.asp#</a><br />
2/11/2009 (7:27) &#8211; REPORTAGE<br />
Spacciatori d&#8217;aborto nel metr&ograve;<br />
Milano, per pochi euro indirizzi di medici e pastiglie per il distacco della placenta<br />
ELENA LISA<br />
MILANO<br />
Di quanti mesi sei? Ce l&rsquo;hai venticinque euro?&raquo;. Cinque del pomeriggio, attorno alla Stazione Centrale di Milano e nei sotterranei della metropolitana non serve sprecare molte parole. Basta accarezzarsi la pancia e accennare a un &laquo;problema&raquo;. Inutile cercare visi loschi, imparare codici particolari o segnali stabiliti. Per agganciare chi possa offrirti la &laquo;soluzione&raquo; e bloccare la tua gravidanza &egrave; sufficiente camminare un po&rsquo;, guardarti attorno, fermare le persone che sembrano aspettare qualcosa o qualcuno. Poi ti sfiori il ventre e spieghi: &laquo;Sono incinta. Puoi aiutarmi?&raquo;. E le offerte arrivano, pastiglie da prendere a manciate o indirizzi di medici compiacenti: &laquo;bravi, italiani, fanno tutto a casa loro&raquo;. Nel centro di Milano, in mezzo alla gente, in un pomeriggio qualsiasi.<br />
La soluzione pi&ugrave; economica si chiama &laquo;Cytotec&raquo;, un farmaco contro l&rsquo;ulcera che preso a dosi massicce provoca le contrazioni fino a provocare l&rsquo;aborto. In farmacia, la confezione da trenta costa meno di quindici euro. Qui ne vogliono venticinque per cinque pasticche che passano di mano in mano, ma se sei clandestina e non hai documenti da mostrare all&rsquo;ospedale le alternative non sono poi molte. Ma anche per le altre, le &laquo;regolari&raquo;, magari italiane, la tentazione pu&ograve; essere forte.<br />
La paura<br />
&laquo;Le donne che abortiscono lo fanno per disperazione &#8211; dice Basilio Tiso, direttore sanitario della clinica Mangiagalli di Milano -. Le italiane, soprattutto, scelgono di farlo perch&eacute; non arrivano a fine mese per colpa della crisi, hanno mariti con lavori precari oppure sono loro a essere al primo impiego e hanno paura di essere licenziate. Quelle che ricorrono all&rsquo;aborto clandestino sono rare, ma ci sono: perch&eacute; sono minorenni, perch&eacute; hanno superato il limite dei tre mesi di gestazione consentito per legge, oppure per via dei tempi lunghi delle liste d&rsquo;attesa in ospedale&raquo;. Una volta, per abortire bastava una settimana, spiega Mauro Buscaglia, primario di ostetricia e ginecologia all&rsquo;ospedale San Carlo, &laquo;ma oggi, con l&rsquo;aumento dei medici obiettori, non &egrave; facile formare l&rsquo;&eacute;quipe per eseguire l&rsquo;intervento. E intanto il tempo passa, di settimane ce ne vogliono quasi due. Per le donne straniere, poi, il problema &egrave; ancora pi&ugrave; serio: da quando la clandestinit&agrave; &egrave; diventata reato, in ospedale preferiscono non entrarci proprio. Hanno paura di essere denunciate anche se da noi, pacchetto sicurezza o no, nessuna &egrave; mai stata segnalata. E nessuna lo sar&agrave; mai&raquo;.<br />
Ma chi non ha il passaporto o il permesso di soggiorno non si fida. Cos&igrave; la voce delle pastiglie che fanno tutto da sole si sparge, e molte scendono nei sotterranei della metropolitana. E negli ospedali milanesi si moltiplicano i ricoveri dopo gli aborti dichiarati &laquo;spontanei&raquo;: &laquo;Gravidanze interrotte naturalmente&raquo; dicono le gestanti. Ma, sempre pi&ugrave; spesso, le loro parole sono smentite dai medici che vedono arrivare al pronto soccorso e nei reparti donne con tipiche perdite di sangue da Cytotec. La crescita &egrave; pi&ugrave; evidente nelle citt&agrave; del Nord: gli aborti spontanei in Lombardia sono passati da 10.779 nel 1997 a 12.151 nel 2006, anno degli ultimi dati Istat. E il trend, dicono gli operatori, sembra in netto aumento. Il San Carlo, negli anni, &egrave; diventato il punto di riferimento degli immigrati. &Egrave; qui che la settimana scorsa Ana Maria, brasiliana di trentadue anni, ha rischiato la vita: &laquo;&Egrave; arrivata al pronto soccorso con la febbre alta, la placenta semistaccata e una grave emorragia &#8211; racconta Buscaglia &#8211; Aveva interrotto la gravidanza con ventisette pastiglie di Cytotec, l&rsquo;abuso del farmaco &egrave; stato devastante. Ma Ana Maria, per noi, non &egrave; un caso isolato: sono in molte che ci raccontano di aver comprato le pillole al mercato nero, e poi di non aver saputo come e quante prenderne&raquo;. E tra queste non mancano le italiane.<br />
La diffidenza<br />
Alle cinque e mezzo, la fermata della metro di Piazzale Loreto &egrave; un via vai di giovani, coppie, adulti e bambini in carrozzina. Appoggiate a una ringhiera, due ragazze con i capelli lunghi e scuri, dai tratti sudamericani, parlano nella zona di passaggio, non troppo distante dai tornelli dove si timbra. Pi&ugrave; gi&ugrave;, al binario, dietro la linea gialla, la gente in piedi o seduta sulle panchine ha l&rsquo;aria di aspettare nient&rsquo;altro che il treno.<br />
Dieci minuti pi&ugrave; tardi, le due ragazze sono ancora l&igrave; e allora provi, ti apri il cappotto, appoggi una mano sulla pancia e ripeti il ritornello: &laquo;Sto cercando una medicina, ma non ho la ricetta. Potete aiutarmi?&raquo;. Le due si guardano e una fa un cenno verso il distributore automatico di biglietti: &laquo;Se vuoi il Cytotec vai dalla ragazza con la gonna lunga&raquo;. Pochi scalini e sei da lei, che ti propone: &laquo;Vieni con me al campo nomadi. Di quanti mesi sei?&raquo;. Le rispondi e lei ha gi&agrave; cambiato tono, &egrave; chiaro che non si fida: &laquo;Ma tu sei italiana, non ce l&rsquo;hai un medico? No, non posso portarti al campo, sto lavorando&raquo;, taglia corto, mentre mostra alle persone dove infilare le monete, senza guardarti pi&ugrave;. Due fermate di metropolitana e da piazzale Loreto ti trovi alla Stazione Centrale. Nel sottopassaggio ci sono ambulanti che vendono ombrelli colorati, ben disposti su un lenzuolo bianco disteso per terra. In fondo, le scale mobili che portano in superficie. Qui, il fatto che tu sia italiana non fa paura a nessuno.<br />
L&rsquo;italiano<br />
Vicino ai chioschi accanto alla Centrale, dove si vendono panini e bibite, due donne ferme sul marciapiede si riparano sotto l&rsquo;ombrello. Si pu&ograve; tentare anche con loro. La pi&ugrave; giovane, bella come una modella, con una treccia bionda lunga fino alla schiena, jeans e stivali, ascolta la richiesta d&rsquo;aiuto mentre con gli occhi segue la mano che si appoggia poco pi&ugrave; gi&ugrave; dello stomaco. Poi parlotta con quella accanto, pi&ugrave; bassa, pi&ugrave; anziana. Un dialogo in una lingua dell&rsquo;Est. Solo una parola, chiara, netta, si capisce bene: Cytotec. &laquo;Ci sono delle pastiglie, ma per te &egrave; meglio un dottore. Se non fanno effetto, all&rsquo;ospedale ci devi correre comunque.<br />
E poi tu sei italiana, non rischi niente. Se vuoi ti do il numero di uno bravo, che non chiede molti soldi. In quattro ore e con 1.500 euro sei come prima. Ti fa una puntura nel braccio, ti schiaccia la pancia. E quando ti svegli &egrave; tutto finito&raquo;. Non sono ancora le sei, &egrave; bastata un&rsquo;ora e mi sono organizzata un aborto.</p>
<p>http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200911articoli/49360girata.asp</p>
<p>13/11/2009 (7:31) &#8211; LA VENDITA CLANDESTINA NEL METRO&#8217;<br />
Spacciatori d&#8217;aborto<br />
Ora parte l&#8217;inchiesta di Nas e procura<br />
Milano, dopo la denuncia sul mercato nero del Cytotec<br />
ELENA LISA<br />
MILANO<br />
Ricette false, pi&ugrave; che medici compiacenti. Timbri contraffatti, firme di dottori dai nomi presi su Internet o inesistenti. E&rsquo; soprattutto questo ad alimentare il mercato nero del Cytotec, il farmaco antiulcera usato per procurare aborti e venduto clandestinamente in alcune stazioni del metr&ograve; di Milano. C&rsquo;&egrave; un&rsquo;inchiesta di Nas e procura del capoluogo lombardo, che sulla questione mantengono riserbo. Lo smercio su Internet esiste, ma pesa relativamente, spiegano i carabinieri del Nucleo antisofisticazioni: &laquo;Chi si azzarda ad acquistare pastiglie di Cytotec sul web, come il Viagra o altri prodotti del genere &#8211; spiega il capitano Paolo Belgi, del nucleo di Milano &#8211; rischia di ritrovarsi con prodotti che nel migliore dei casi non hanno effetto o sono addirittura cancerogeni&raquo;.<br />
Le indagini, definite &laquo;avanzate&raquo;, sono condotte in collaborazione con l&rsquo;ordine dei farmacisti ai quali &egrave; affidato il compito di segnalare casi sospetti. &laquo;Il Cytotec si pu&ograve; avere solo con una ricetta medica non ripetibile &#8211; dice Andrea Mandelli, presidente dell&rsquo;Ordine milanese e nazionale -, proprio come nel caso, ad esempio, della pillola del giorno dopo. Siamo i primi ad avere l&rsquo;interesse a segnalare irregolarit&agrave;: la prescrizione deve essere fatta dal medico di base che specifica nome e cognome del paziente. E il farmacista ha l&rsquo;obbligo di conservare l&rsquo;originale per sei mesi&raquo;.<br />
Ma la rete che rifornisce lo smercio clandestino c&rsquo;&egrave;, ed &egrave; molto attiva. Ne approfittano soprattutto donne incinte, straniere, spesso clandestine, ma anche italiane, qualcuna molto giovane. Nel nostro Paese, nel 2008, gli aborti legali sono stati circa 120 mila, di cui 80mila da parte di donne italiane. Si stima &#8211; ma il numero esatto non lo conosce nessuno -, che gli interventi clandestini siano almeno 20mila, con un&rsquo;impennata al Sud e tra le straniere. &laquo;Donne in carriera o in cerca di lavoro, studentesse minorenni, tutte italiane, vengono a chiederci se conosciamo qualcuno che offra &ldquo;scorciatoie&rdquo;&raquo;, dice Caterina Fallanca, psicologa che lavora al Ced di Milano (Centro di educazione demografica), un consultorio laico dove, ogni giorno, arrivano 30, 40 donne in cerca di aiuto.<br />
&laquo;Chiedono &#8211; racconta &#8211; se sappiamo come si recuperino le pillole di Cytotec o se conosciamo ambulatori clandestini, perch&eacute; le liste d&rsquo;attesa per una interruzione di gravidanza negli ospedali pubblici sono molto lunghe. Sette medici su dieci sono obiettori di coscienza e questo rallenta la formazione delle &eacute;quipe&raquo;. Si tratta, spesso, di donne preparate, che conoscono le possibilit&agrave; previste dalla legge 194 e le conseguenze penali per chi non la rispetta. Eppure la fretta le rende pronte a rischiare. Come capita alle minorenni: &laquo;Vengono qui disperate, perch&eacute; sono rimaste incinte e non sanno come fare &#8211; dice ancora Caterina Fallanca -. Per quelle che sono sole, andare in tribunale ed essere ascoltate da un giudice tutelare, necessario per autorizzare l&rsquo;intervento al posto dei genitori, &egrave; un ostacolo psicologico molto difficile da superare. Qualcosa di ben diverso, insomma, dal caso delle ragazze che vengono qui con la madre o il padre&raquo;.<br />
Nella rete dei consultori milanesi, per&ograve;, il fenomeno preoccupa soprattutto chi segue le straniere: &laquo;Dicono di avere una gravidanza in atto e chiedono subito indicazioni sul Cytotec &#8211; spiega Graziella Sacchetti, ginecologa del &laquo;Centro di Salute e ascolto per le donne immigrate e i loro bambini&raquo; dell&rsquo;ospedale San Paolo, a Milano, e che fa parte della Simm, societ&agrave; scientifica italiana di Medicina delle migrazioni -. Le donne vogliono sapere quante pastiglie bisogna assumere, a che ora del giorno e quali le controindicazioni e i rischi. Noi spieghiamo che la funzione del nostro centro non &egrave; spingerle all&rsquo;aborto clandestino e insistiamo perch&eacute; tengano il bambino. Se non le convinciamo indichiamo l&rsquo;unica via percorribile: l&rsquo;aborto legale in ospedale. Ma le straniere, spesso irregolari, temono la denuncia per clandestinit&agrave;&raquo;. Proprio com&rsquo;&egrave; accaduto a Marilina, una filippina di 32 anni, che lavora a Milano come colf, senza libretti.<br />
Nel suo Paese ha lasciato due figli e qui &egrave; nato il terzo. Alle operatrici del centro ascolto ha spiegato che far nascere quel bambino avrebbe significato perdere il posto. &laquo;Le abbiamo spiegato che avremmo potuto aiutarla a tenerlo &#8211; racconta la ginecologa &#8211; lei ha risposto che ci avrebbe pensato su e se n&rsquo;&egrave; andata. Qualche giorno dopo &egrave; ricomparsa e ci ha detto: ho preso il Cytotec, me l&rsquo;ha venduto un&rsquo;amica. Oggi ho avuto una perdita, che cosa mi succeder&agrave;?&raquo;.</p>
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		<title>Contro la violenza maschile sulle donne e le sue complicità</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 16:13:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ogo</dc:creator>
				<category><![CDATA[parole di donne]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 25 novembre si avvicina anche quest&#8217;anno e come sempre le notizie di stupri e violenze contro le donne non mancano. Ma quest&#8217;anno ci sono due novit&#224;, assai in contrasto tra loro: da una parte la criminale complicit&#224; che gli/le &#8230; <a href="http://ogo.noblogs.org/post/2009/11/09/contro-la-violenza-maschile-sulle-donne-e-le-sue-complicit/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://ogo.noblogs.org/gallery/4590/simbolo_donna_sanguinante.jpg" width="100" height="110" align="left" />
<p>Il 25 novembre si avvicina anche quest&#8217;anno e come sempre le notizie di stupri e violenze contro le donne non mancano. Ma quest&#8217;anno ci sono due novit&agrave;, assai in contrasto tra loro: da una parte la criminale complicit&agrave; che gli/le abitanti di Montalto di Castro hanno pubblicamente e quasi unanimemente espresso nei confronti degli stupratori di una giovane ragazza (al proposito trovate&nbsp;<a href="http://tv.repubblica.it/copertina/fu-stuprata-si-divert&igrave;-anche-lei-rissa-in-tv/38380?video" target="_blank">qui</a>&nbsp;un video con alcuni interventi da Montalto e&nbsp;<a href="http://legvaldicornia.wordpress.com/2009/10/25/la-vita-ferita-dopo-lo-stupro/" target="_blank">qui</a>&nbsp;una recente intervista alla ragazza vittima della violenza), dall&#8217;altra l&#8217;avvio di un percorso di donne contro la violenza sulle donne migranti nei Cie, percorso che ha come obiettivi la rottura delle complicit&agrave; con questa violenza e la denuncia politica di ci&ograve; che avviene alle donne rinchiuse nei Centri di identificazione ed espulsione.</p>
<p>Riportiamo di seguito il messaggio che abbiamo inviato alla lista Sommosse a sostegno della proposta di un corteo di femministe e lesbiche a Montalto di Castro il 29 novembre prossimo, e un appello partito da alcune compagne bolognesi per la costruzione di iniziative locali il 25 novembre contro la violenza sulle donne nei Cie.</p>
<p class="MsoPlainText"><em>Carissime, noi compagne della Consultorio autogestita di &nbsp;Milano abbiamo discusso a proposito del corteo di Montalto e ci siamo trovate &nbsp;d&#8217;accordo sull&#8217;importanza di non cancellare quella data. Siamo dell&#8217;idea che il &nbsp;silenzio stampa chiesto dalla famiglia sia una giusta reazione alle vergognose &nbsp;dichiarazioni di donne e uomini residenti a Montalto. Ma d&#8217;altra parte pensiamo &nbsp;che, essendo state espresse pubblicamente quelle posizioni di aperta complicit&agrave; &nbsp;con gli stupratori, sia importante e necessario che un corteo di donne vada l&igrave; &nbsp;a dire cosa ne pensa di questa criminale complicit&agrave; ed esprima solidariet&agrave; alla &nbsp;ragazza stuprata e alle poche, pochissime ma coraggiose, abitanti di Montalto &nbsp;che si sono espresse &quot;fuori dal coro&quot; (per dirla eufemisticamente).&nbsp;Quindi auspichiamo che il 29 venga confermata come dataper il corteo a Montalto.</em></p>
<p class="MsoPlainText" style="text-align: center">* * * *&nbsp;</p>
<p class="MsoPlainText"><span style="color: #800080"><strong>Proposta per iniziative locali di femministe e lesbiche contro i Centri di identificazione ed espulsione il prossimo 25 novembre</strong></span></p>
<p class="MsoPlainText">Fra le scritte razziste apparse in un quartiere alla &nbsp;periferia di Milano dove recentemente un<span>&nbsp;</span>uomo, probabilmente immigrato, ha violentato una donna italiana, una &nbsp;spicca in modo particolare: &quot;Ce le scopiamo noi le vostre puttane&quot;. Un pugno nello stomaco di tutte noi, che ben sappiamo la vita durissima, lo &nbsp;sfruttamento, le continue molestie e gli stupri che le donne migranti subiscono &nbsp;quotidianamente. Un pugno nello stomaco per chi, come noi, ha subito denunciato &nbsp;che il processo di etnicizzazione degli stupri era uno strumento funzionale al &nbsp;razzismo &#8211; che si tratti di razzismo istituzionale o &quot;popolare&quot;.</p>
<p class="MsoPlainText"><span id="more-82"></span>Poche settimane prima, a Montalto di Castro nel coro &nbsp;(quasi) unanime in difesa di otto giovani stupratori italiani, figli di &nbsp;benestanti, una voce maschile si alza per dire che la ragazza stuprata &egrave; di un &nbsp;altro paese e che poteva starsene a casa sua. Per quanto la distanza fra Tarquinia &nbsp;e Montalto sia di soli 20 km, rendere &quot;straniera&quot; l&#8217;adolescente serve &nbsp;a giustificare lo stupro e gli stupratori. Da una parte i conniventi, &nbsp;dall&#8217;altra &quot;quella&quot; (cos&igrave; la chiamano a Montalto), la &nbsp;&quot;straniera&quot;.</p>
<p class="MsoPlainText">Due fatti, questi, che mostrano chiaramente la &nbsp;disumanizzazione agita nei confronti delle &quot;straniere&quot;. Una &nbsp;disumanizzazione che nei Cie raggiunge il suo apice. Ricatti sessuali,molestie, violenze e stupri contro le donne sono, infatti, il &quot;pane &nbsp;quotidiano&quot; in questi universi concentrazionari &#8211; per molti aspetti assai &nbsp;simili ai lager &#8211; sin dalla loro creazione, alla fine degli anni &#8217;90.</p>
<p class="MsoPlainText">Due anni fa siamo scese in piazza a Roma nel grande e &nbsp;determinato corteo di donne e lesbiche per dire che nessun &quot;pacchetto &nbsp;sicurezza&quot; doveva essere varato in nostro nome. Oggi il &quot;pacchetto &nbsp;sicurezza&quot; &egrave; in vigore e la campagna istituzionale e mediatica in suo &nbsp;sostegno &egrave; stata costruita proprio sull&#8217;equazione razzista &nbsp;clandestino=stupratore. Ma la realt&agrave; &egrave; ben diversa e per questo diventa urgente &nbsp;fare un salto e denunciare i Cie come luoghi privilegiati di violenza e &nbsp;sopraffazione contro le donne migranti, luoghi in cui i guardiani si sentono in &nbsp;diritto di abusare delle donne rinchiuse, forti anche delle connivenze &nbsp;istituzionali che ne garantiscono coperture e impunit&agrave;.</p>
<p class="MsoPlainText">Come gruppo di compagne, femministe e lesbiche di &nbsp;Bologna, abbiamo cominciato ad andare sotto il Cie di Via Mattei il 13 ottobre &nbsp;mentre a Milano venivano condannate a sei mesi di carcere alcune donne &nbsp;nigeriane &quot;colpevoli&quot; di aver partecipato, in agosto, alla rivolta &nbsp;nel Cie milanese. Durante un&#8217;udienza una di queste donne, Joy, ha denunciato in &nbsp;aula di aver subito &#8211; dopo vari ricatti sessuali &#8211; un tentativo di stupro da &nbsp;parte dell&#8217;ispettore-capo del Cie, Vittorio Addesso, e di essersi salvata solo &nbsp;grazie all&#8217;aiuto della sua compagna di cella, Hellen. Durante la rivolta, Joy &nbsp;ed Hellen con altre recluse sono, poi, state trascinate, seminude, in una &nbsp;stanza senza telecamere, amanettate e fatte inginocchiare per poi venire &nbsp;picchiate selvaggiamente e successivamente tradotte in carcere.</p>
<p class="MsoPlainText">Con le loro dichiarazioni Joy ed Hellen, che orarischiano un processo per &quot;calunnia&quot;, hanno portato alla luce la &nbsp;realt&agrave; della violenza razzista e sessista nei Cie. Siamo convinte che il loro &nbsp;coraggio vada sostenuto, che oggi sia importante e urgente il moltiplicarsi di &nbsp;iniziative di femministe e lesbiche che denuncino questa realt&agrave; a chi non la &nbsp;conosce o non la vuole vedere. Esattamente come abbiamo fatto e continuiamo a &nbsp;fare rispetto alla violenza in famiglia.</p>
<p class="MsoPlainText">Per questo proponiamo che per il 25 novembre &#8211; giornata &nbsp;internazionale contro la violenza sulle donne &#8211; nelle varie realt&agrave; locali, &nbsp;soprattutto (ma non solo) dove &egrave; presente uno dei tredici Cie sparsi sul &nbsp;territorio italiano,<span>&nbsp; </span>compagne, &nbsp;femministe e lesbiche costruiscano iniziative contro i Centri di &nbsp;identificazione ed espulsione ed in solidariet&agrave; a Joy ed Hellen e a tutte le &nbsp;migranti che hanno avuto &#8211; e che avranno &#8211; il coraggio di fare i nomi dei loro &nbsp;aguzzini.</p>
<p class="MsoPlainText">Siamo gi&agrave; in contatto con donne che, in alcune citt&agrave;, &nbsp;stanno organizzandosi per quella data; inoltre stiamo creando un blog per dare &nbsp;visibilit&agrave; alle varie iniziative e creare una rete tra le diverse realt&agrave; di &nbsp;donne che si stanno mobilitando contro i Cie e la violenza sessista e razzista. &nbsp;Invitiamo tutti i collettivi e gruppi di compagne a darci comunicazione delle &nbsp;iniziative messe in cantiere per il 25 all&#8217;indirizzo complici@anche.no</p>
<p class="MsoPlainText"><span style="font-style: italic">Noi non siamo complici!</span></p>
<p class="MsoPlainText" style="text-align: left">&nbsp;</p>
<p class="MsoPlainText">&nbsp;</p>
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