Una mappatura della diffusione dell’obiezione di coscienza da parte di ginecologi, anestesisti e personale non medico negli ospedali italiani (dati regionali).
La situazione degli obiettori in Italia
L'accesso all'Ivg per le cittadine neocomunitarie
Gli aggiornamenti sull’applicazione dei diritti sanitari per ciò che riguarda i/le cittadini/e neocomunitari/e, compresa l'Ivg (a cura dell'Ambulatorio medico popolare di Milano, che ringraziamo)
Informazioni pratiche per la campagna contro l'obiezione
Interruzione di gravidanza: cosa fare, quando e dove
L'anticoncezionale non ha funzionato, il preservativo si è rotto... oppure nessuno/a ti ha mai dato informazioni corrette ed esaurienti su come funziona il tuo corpo e su come è possibile evitare di rimanere incinte.
In ogni caso solo tu hai il diritto di decidere se hai le risorse affettive, psicologiche ed economiche per diventare madre oppure no. Se non sai cosa fare, puoi trovare aiuto e supporto nei consultori pubblici, negli spazi autogestiti dalle donne, nei consultori privati laici. Qui di seguito alcune indicazioni.
La relazione ministeriale sull'Ivg (2006-2007)
Il Ministro della Salute Livia Turco ha trasmesso al Parlamento la Relazione
annuale sull’attuazione della legge 194/1978, contenente “Norme per la tutela sociale della maternità e per l’interruzione volontaria della gravidanza” che contiene i dati preliminari per l’anno 2007 e i dati definitivi per l’anno 2006.
Ogo: una campagna delle donne per le donne
La campagna Obiettiamo gli obiettori, nata da una intuizione del collettivo femminista Maistat@zitt@ di Milano, è stata fatta propria dall'assemblea delle femministe e lesbiche tenutasi a Roma il 23-24 febbraio '08 ed è stata immediatamente rilanciata in diversi territori da vari gruppi di donne, dal Friuli alla Sicilia.
Obiettiamo gli obiettori è una campagna delle donne per le donne. Poiché il tema della libera scelta riguardo alla maternità si inserisce in quello più ampio dell'autodeterminazione delle donne, referenti della campagna sono i collettivi femministi e lesbici e le singole che si stanno battendo per l'affermazione di questo diritto e vogliono costruire un ponte con chi lavora nei consultori e all'interno dei reparti di ostetricia e ginecologia garantendo l'interruzione volontaria di gravidanza.
L'interruzione di gravidanza evidenzia la contraddizione tra sessualità femminile e maschile, per questo il contributo maschile alla campagna può essere soltanto la radicale messa in discussione del proprio comportamento sessuale. (Continua)
Ivg: richiama, sarai più fortunata
Gli ospedali milanesi, fiore all'occhiello della sanità lombarda? Sicuramente non quando si tratta dell'Ivg.
Una nostra compagna, armata di tanta pazienza, ha cercato di avere informazioni sull'Ivg telefonando ai vari ospedali pubblici milanesi: questo il resoconto, che rende ancora più evidente quanto il diritto di una donna di usufruire dell'interruzione di gravidanza si scontri con ogni genere di intralcio compresa la vaghezza delle informazioni.
Abbiamo da qualche giorno inaugurato una nuova categoria Parole di donne in cui raccoglieremo le testimonianze delle donne, magari non solo quelle che riguardano i terribili giri dell'oca alla ricerca della pillola del giorno dopo, o le continue umiliazioni da parte di medici obiettori che pensano di poter gestire un potere sul corpo delle donne. Ci piacerebbe leggere fra queste parole anche la presa di coscienza, la determinazione nel non voler delegare le proprie scelte, le riflessioni su come scardinare un potere che si e' fatto capillare e insinuoso e che striscia fra le relazioni, sempre piu' sotto la nostra pelle.
Se volete contribuire scrivete a no_obiettori@autistiche.org
Pillola del giorno dopo? Torni tra cinque giorni...
Procurarsi la pillola del giorno dopo nella profonda Brianza ciellina è un'impresa titanica.
Una giovane donna ci racconta la sua esperienza.
Buongiorno, ragazze! Sono una studentessa ventenne e vivo nella odiosa città di Lecco, un paesotto borghesuccio di 46000 abitanti che ha l'ardire di farsi chiamare città, la cui popolazione è principalmente composta da anziani, burocrati, piccoli industriali: un fortino di CL.
L'odissea del giorno dopo - da repubblica
Dopo il Corriere anche Repubblica pubblica un'inchiesta sull'odissea, o il gioco dell'oca, a cui e' sottoposta una donna a Milano, che si trovi nella situazione di dover prendere la pillola del giorno dopo. Certo esistono altri contraccettivi, ed arrivare alla pillola del giorno dopo e' gia' un passaggio che implica alcune 'disattenzioni' ma ad ogni modo nessun medico puo' rifiutare di prescrivere quello che e' a tutti gli effetti un contraccettivo e non un abortivo. Per quel che riguarda la situazione lombarda e' chiara l'impronta che Formigoni ha voluto costruire, speriamo non diventi il futuro ministro della sanita'.
Pubblichiamo quindi integralmente l'articolo di di Davide Carlucci, Zita Dazzi e Oriana Liso.
L'odissea negli ospedali
per la pillola del giorno dopo
È una caccia al tesoro. Ottenere una prescrizione per la "pillola del giorno dopo" negli ospedali milanesi può trasformarsi in un gioco dell'oca, fatto rimbalzando di ospedale in ospedale, soprattutto se si abita nell'hinterland, come testimoniato da una lettera pubblicata su Repubblica mercoledì. Una gara non impossibile da vincere, ma nella quale bisogna avere molta pazienza e una discreta dose di fortuna. (Continua)
Pubblichiamo un articolo uscito su Micromega di Carlo Flamigni.
La Legge 194 va cambiata, certo. Per esempio va abolita l'obiezione di coscienza che, nei fatti, impedisce alle donne di avvalersi di un diritto garantito loro dalla legge e, per di più, costituisce un rischio per la loro stessa salute. I reparti di ginecologia inizino almeno a non assumere più obiettori. E si rimetta al centro la donna.
Il pdf dell'articolo lo trovate qui :)
OgO - report dell'assemblea pubblica a Milano
Milano, mercoledì 2 aprile 2008
L'assemblea, affollatissima di donne provenienti anche da altre città, si è aperta con un video del '76: il colloquio tra una donna di Seveso intenzionata ad usufruire dell'aborto terapeutico e un ginecologo cattolico antiabortista. La legge 194 sarebbe stata approvata due anni più tardi ma, facendo un parallelo tra allora e oggi, si è evidenziato quanto poco-niente sia cambiato su ciò riguarda noi donne, i nostri corpi e gli ostacoli che ci troviamo ad affrontare quando intendiamo praticare il nostro diritto all'autodeterminazione.
Anche dopo l'entrata in vigore della 194 le difficoltà che le donne devono affrontare quando voglio interrompere una gravidanza sono enormi, anche perché questa legge nega l'autodeterminazione della donna, riconosce il diritto all'obiezione di coscienza e introduce i volontari nei consultori. Il problema è tanto più grave quanto più si tende a lasciare alla libera interpretazione di medici, politici ecc., l'attuazione della norma.
L'assemblea è stata molto ricca e partecipata. Cerchiamo, qui, di darne una sintesi utile a chi in altre città intende far propria la campagna contro l'obiezione di coscienza sull'interruzione di gravidanza.
Obiettiamo gli obiettori - Adesivi
Diffondi nella tua città la campagna Obiettiamo gli obiettori. Qui trovi i pdf per stampare gli adesivi con cui tappezzare ospedali, farmacie e consultori.
Fai sapere agli obiettori che ci siamo. La tua citta' sarà più bella (se puoi, mandaci pure le foto)!
Postiamo qui un articolo di qualche giorno fa uscito sul Corriere della sera che traccia una veloce ma indicativa mappa sulle percentuali in aumento di aborti clandestini in Italia, l'articolo collega anche il fenomeno ad un crescente aumento del numero di obiettori di coscienza nei consultori e negli ospedali.
(Continua)
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