Formigoni e la sacra regione lombardia non si smentiscono mai:
da "Il Messaggero"
Aborto, saltano le linee guida sulla 194:
opposizione al documento del ministero
ROMA
(26 marzo) - Niente accordo, in conferenza unificata, sul documento che
contiene le indicazioni per una migliore applicazione della legge 194
del 1978 sull'interruzione di gravidanza. «Ognuno è rimasto sulle
proprie posizioni - ha detto, al termine della conferenza, il
sottosegretario alla Sanità, Serafino Zucchelli - e sul tema è
intervenuta la campagna elettorale che ha tolto serenità di giudizio.
Non c'è l'intesa delle Regioni e quindi il documento lo teniamo nel
cassetto». Il sottosegretario ha fatto dunque riferimento
all'opposizione al documento da parte della Regione Lombardia. «Il
nostro documento è fatto bene - ha insistito Zucchelli - e un accordo
era stato trovato anche con i tecnici della Regione Lombardia ma il
presidente Formigoni lo ha fatto poi rimangiare. Ha pesato la politica,
questi temi vengono strumentalizzati in campagna elettorale».
(Continua)
Assemblea cittadina a Milano
per dare il via alla campagna "obiettiamo gli obiettori"
mercoledì 2 aprile ore 21.00
c/o USI-Sanità, viale Bligny 22 (scala sinistra, terzo piano).
In italia fra i tanti diritti negati si sta aggravando
la situazione per quanto riguarda l’interruzione volontaria di
gravidanza, che soprattutto le donne migranti e le giovani pagano in
prima persona, convinte che in questo paese l’aborto sia un diritto
garantito e spesso completamente disinformate su quello che
costituisce, invece, il vero nodo: l’obiezione di coscienza. Negli anni
recenti si è infatti assistito al moltiplicarsi esponenziale del numero
di obiettori e obiettrici negli ospedali e le donne si trovano
costrette a subire continue umiliazioni e a sopportare interminabili
pellegrinaggi fra ospedali nella speranza di poter usufruire di un
diritto garantito dalla legge 194/78, spesso finendo con l’optare per
forme di aborto clandestino che mettono in serio pericolo la propria
vita.
Per contrastare efficacemente questo stato di cose, nel febbraio scorso abbiamo lanciato a livello nazionale la campagna Obiettiamo gli obiettori, che è stata immediatamente recepita e rilanciata in diversi territori da altri gruppi di donne, dal Friuli alla Sicilia.
Il senso di questa campagna è di rompere l’omertà che si è costituita
intorno al sistema-obiezione, di scardinare il clientelismo che si
alimenta anche di questo sistema, di esercitare una forte pressione e
delegittimazione nei confronti di chi cerca di imporre alle donne
scelte non volute, di accorciare i tempi di attesa per l’IVG e arginare
il fenomeno crescente degli aborti clandestini.
Perché questa campagna sia efficace intendiamo costruire una rete con
le associazioni di migranti, con le associazioni in difesa della salute
e dei diritti del malato, con chi opera nei consultori e negli ospedali
pubblici. Per questo vi invitiamo ad intervenire all’assemblea.